Roma, 13 mag. (Labitalia) – "Indipendentemente dalla sospensione o meno dell'Imu sulla prima casa, è fondamentale ripensare l'intero sistema della fiscalità locale rivedendo dalle fondamenta i decreti di attuazione del federalismo fiscale, a partire dal riequilibrio della tassazione a vantaggio dei lavoratori dipendenti e delle imprese". E' quanto si legge in una nota della Uil.
"Infatti -spiega Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil- anche se il processo di attuazione del federalismo fiscale sembra essere rimasto al 'palo', continua, ad oggi, il trend di aumenti della pressione fiscale, dovuta alle imposte e tasse locali". "Nel 2012, tra Imu prima casa, Tia/Tarsu e addizionali comunali Irpef una famiglia media composta da due lavoratori dipendenti ha pagato 734 euro medi, con punte di 1.262 euro a Roma, 1.058 euro a Torino e 1.037 euro a Napoli. In particolare – spiega Loy – per l'Imu sulla prima casa mediamente si è pagato 225 euro, con punte di 537 euro a Roma, 475 euro a Torino e 379 euro a Napoli". Stessa cifra (225 euro), per la Tia/Tarsu, con punte di 428 euro a Napoli, 325 euro a Venezia e 311 euro a Roma. Mentre l'addizionale comunale Irpef ha pesato mediamente 284 euro (più dell'Imu e Tia/Tarsu), con punte di 414 euro a Roma, 368 euro a Torino, Genova , Bari e Palermo.