“La situazione delle imprese non solo non migliora ma ci sono seri rischi di peggioramento. Penso ai fatturati aziendali e all’occupazione. Purtroppo questo Governo non sembra avere né le caratteristiche né le prospettive di lungo periodo e questa mancanza di stabilità finirà per attenuare fortemente le sue potenzialità. La dialettica politica sull’Imu serve a ben poco se il risultato finale sarà quello di presentare lo stesso esborso con un nome diverso. Le imprese hanno bisogno di risposte immediate e concrete: meno tasse, meno burocrazia, più credito”.
Valter Bondi è stato riconfermato, dall’assemblea degli associati, Presidente della zona aretina di Cna. Si tratta di uno dei “punti forti” del sistema provinciale dell’associazione: 1.400 le imprese iscritte, qui opera il 70% del totale delle aziende orafe della provincia, qui c’è una relazione immediata e diretta con i principali livelli istituzionali.
“Se vogliamo sostenere la ripresa – commenta Bondi – sono indispensabili alcune azioni. La prima è quella di alleggerire il carico fiscale sulle imprese. E senza fare una sorta di gioco delle tre carte al termine del quale sono cambiati i fattori della tassazione ma non cambia il risultato e cioè il totale di quanto un’impresa è chiamata a versare, sotto diverse voci, allo Stato. La vicenda dell’Imu è, a questo proposito, assolutamente esemplare. E’ vero che questa rappresenta un problema per le famiglie ma è ancora più certo che è un vero e proprio dramma per le imprese, costrette a pagare un’imposta sui locali nei quali lavorano come se fossero una villa per le vacanze. Qui non si tratta di cambiarle nome o di rinviarne la riscossione: o la si elimina o ci si prende in giro”.
Valter Bondi sollecita poi una contrazione dei passaggi e dei tempi burocratici. “La pubblica amministrazione ha avviato il processo di sburocratizzazione e di “decertificazione”. Il problema è che lo ha solo avviato. E da troppo tempo. Adesso dovremmo vedere la conclusione e non l’inizio di questo processo”-
Infine il credito. “Basilea ha paralizzato il rapporto tra banche e piccola impresa. Anzi, ha fatto di peggio: ha ingessato e quindi reso inutile il fondamentale e diretto rapporto tra piccolo imprenditore e banca. Adesso contano esclusivamente parametri contabili e numerici, validi indistintamente per tutti e decisi da pochi per tutti. Questo sistema rende vana la progettualità e la creatività degli imprenditori e penso soprattutto ai più giovani. La nostra proposta è di creare una sorta di “zona franca” nel sistema del credito. Destinata esclusivamente alle piccole imprese e regolata dai criteri generali che dovrebbero essere alla base del rapporto tra sistema del credito e sistema imprenditoriale. Se progettualità e creatività avranno la possibilità di essere finanziate, allora avremo veramente opportunità di ripresa”.