Roma, 7 mag. (Labitalia) – "Facilitare ulteriormente la diffusione del contratto di apprendistato ed esaminare la possibilità di rimuovere quel costo aggiuntivo dell'1,4% per l'impresa che assume a termine. E utilizzare di più la flessibilità contrattata, quella concordata in sede di trattativa contrattuale". Così Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, vede gli interventi di modifica della riforma sul mercato del lavoro targata Fornero.
Allentare le rigidità imposte dalla riforma Fornero per le assunzioni a termine sembra infatti essere una delle direzioni che potrebbe seguire il nuovo governo per favorire la ripresa dell'occupazione. "I numero ci dicono però -osserva Loy con Labitalia- che nell'ultimo trimestre 2012, nel pieno dell'attuazione della riforma, i contratti a termine sono di nuovo cresciuti (pur in un quadro di calo generale degli avviamenti al lavoro). La crescita del contratto a termine ha certamente assorbito una parte delle cattive flessibilità, soprattutto collaborazioni".Poi, ricorda Loy, dalla riforma Formero "la flessibilità in entrata ha avuto un'ulteriore facilitazione: l'azienda per il primo contratto a termine può assumere senza alcuna motivazione". Le rigidità invece hanno riguardato "l'allungamento del periodo di intervallo tra un contratto e un altro e il maggior costo (+1,4%) del contratto a termine". Ma la contrattazione "può ridurre questo periodo", avverte, mentre "per l'1,4%, si dicesse con chiarezza: c'è la crisi, togliamo questa gabella". "E' un ragionamento che ha una sua coerenza, fermo restando che va trovata una copertura perchè quella quota serve per garantire l'Aspi in caso di perdita di lavoro", conclude.
Articlolo scritto da: Adnkronos