“Auguriamoci che la classe dirigente di questo paese sappia dare le risposte che gli italiani si aspettano”. Con queste parole, in riferimento all'insediamento del nuovo Governo e all'episodio della sparatoria davanti a Palazzo Chigi, il Presidente della Provincia Roberto Vasai ha aperto la sua relazione al bilancio consuntivo 2012, presentato questa mattina all'esame del consiglio provinciale. “La legge di Stabilità, per come è stata approvata, mira esplicitamente ad abbattere il sistema delle autonomie locali, a cominciare dal soggetto oggi più debole, ovvero le Province. Questa è la più sintetica lettura che si può dare del maxiemendamento approvato alla fine della scorsa legislatura dal Parlamento che non solo conferma per le Province il taglio di 1,2 miliardi di euro, ma addirittura sancisce l’ulteriore prelievo di 260 milioni di euro dalle entrate dirette delle Province relative alle imposte RcAuto, riportandole nelle casse dello Stato. Dopo gli esiti del voto, abbiamo indirizzato una lettera ai parlamentari eletti o provenienti da questo territorio, per portarli a conoscenza della situazione nella quale si trova ad operare la Provincia di Arezzo. Nel 2013, rispetto al 2010, solo in conseguenza dei tagli ai trasferimenti statali, entreranno oltre 15 milioni di euro in meno nelle casse della Provincia, cui di devono aggiungere i 3.6 milioni di minori trasferimenti regionali e le minori entrate dirette dovute, per esempio, alla drastica riduzione delle immatricolazioni di auto. Venti milioni in meno da investire sul territorio -, ha commentato il Presidente passando poi ai contenuti del bilancio consuntivo. Nonostante tutte le vicissitudini che qui sarebbe lungo richiamare, la Provincia di Arezzo è riuscita a mantenere l'equilibrio di bilancio e a rispettare il patto di stabilità interno, senza creare sofferenze al sistema delle imprese. E questo deve essere sottolineato con forza, perché è indispensabile per comprendere l’entità dell’avanzo di amministrazione generato. Quello che deve essere compreso è che l’obiettivo di rispettare il tetto imposto dal Patto di Stabilità è stato perseguito senza percorrere la scorciatoia, oggi drammaticamente seguita da parte non irrilevante della pubblica amministrazione, di rinviare i pagamenti alle imprese, bensì adottando tutti i possibili strumenti per far si che fossero pagate nei tempi previsti. Nel 2013, la Provincia di Arezzo dovrebbe sostenere tagli per 10.748.000 Euro come sommatoria dei tagli della spending review e della legge di stabilità 2013, che li ha incrementati del 20%. In questo quadro, è evidente che il bilancio di previsione per il 2013 potrà essere chiuso solo applicando l’avanzo di amministrazione libero generato nell’anno 2012, anche perché il margine di manovra sulle spese correnti è ormai pressoché inesistente. E’ importante spiegare che nell’avanzo di amministrazione libero del 2012 della Provincia di Arezzo sono contenuti crediti dello Stato per vecchie spettanze erariali, mai trasferite a seguito di legge finanziarie succedutesi nel tempo che bloccavano l’erogazione di spettanze erariali agli enti locali in presenza di capienza del conto di tesoreria. Lo Stato non ha mai erogato queste spettanze, contenute nel consuntivo 2012 per 5.130.763 euro. La Provincia di Arezzo ha notificato il 12 febbraio, presso la Corte di Appello di Firenze, un ricorso per decreto ingiuntivo al Ministero dell’Interno, per oltre 10 milioni di euro, il totale delle vecchie spettanze. E’ in questo quadro che siamo riusciti a creare le condizioni per mantenere in ordine i conti e far procedere la realizzazione delle opere in corso garantendo i regolari pagamenti alle aziende, continuando così a svolgere funzioni fondamentali per il territorio. Ci attende un periodo di profonda incertezza, ma quello che è certo è che nei prossimi mesi ci batteremo con il massimo impegno per continuare a fare al meglio gli interessi della nostra comunità locale”, ha concluso il Presidente Vasai. Ulteriori precisazioni sono state poi fornite dall'Assessore al bilancio Piero Ducci: “il rendiconto 2012 presenta un avanzo di amministrazione di 15.600.000 euro e le maggiori entrate derivano da trasferimenti statali dovuti e mai erogati, così come da lettera inviata dal Ministero per l'interno che li ha riconosciuti e certificati in oltre 10 milioni di euro, imputati per cinque milioni nell'anno 2012. Attraverso questo si è arrivati a questo risultato così significativo, indispensabile per la presentazione del bilancio di previsione del 2013”. Ad aprire il dibattito è stato il capogruppo del Pdl Lucia Tanti: “E' vero che nel 2011 sono stati riconosciuti questi crediti – ha affermato -, ma il tribunale di Firenze non ha riconosciuto l'immediata eseguibilità e ha dato 40 giorni di tempo nei quali il Ministero dell'Interno ha fatto opposizione dicendo che questi dieci milioni di euro non spettano alla Provincia. Saremo chiamati in giudizio il primo luglio del 2013 e fino a quella data non sappiamo chi avrà ragione in questa disputa, e quindi noi eccepiamo sul fatto che si possa mettere a consuntivo in termini di certezza un dato che certo non è. La consideriamo quindi una manovra di disperazione, cosa che nulla toglie a quanto detto dal Presidente Vasai sulla riforma delle Province che condivido. Per questo esprimiamo un voto contrario”. Il capogruppo dell'Udc Simone Palazzo ha affermato che la Provincia “ha ormai compiuto una metamorfosi, passando da ente locale a ente legale, dal diritto di esistere a esistere per diritto. Il 2012 è stato particolarmente difficile, ma nonostante questo siamo riusciti a non sforare il patto di stabilità anche se con la straordinarietà di un mega avanzo di amministrazione che si basa però su maggiori entrate tributarie e sul già citato credito nei confronti dello stato, voci che hanno molti aspetti critici e per le quali esprimo il mio voto contrario”. Per il consigliere del gruppo misto Francesco Lucacci “è legittimo usare tutte le armi lecite per combattere una battaglia con uno Stato che sta facendo di tutto per distruggerci, e dico questo nonostante il mio voto al bilancio sia contrario. Non mi entusiasmano però gli artifici di bilancio e non vedo nelle scelte politiche dell'amministrazione motivi per modificare il mio parere negativo”. Il capogruppo della Federazione della Sinistra Alfio Nicotra “siamo di fronte a un quadro politico inquietante nel quale la continuità con il Governo Monti è assicurata, e ciò rende inequivocabile che sulle Province si accelererà il processo per la loro abolizione. Il bilancio consuntivo è oggettivamente corretto ma il fatto che si sia costituito il 'partito democratico della libertà' con il Governo Letta fa perdere credibilità alla politica e allontana la possibilità di un dialogo a sinistra”, ha concluso annunciando il suo voto contrario. Per il consigliere Pdl Vittorio Mazzoni “nonostante le difficoltà l'Amministrazione poteva agire in maniera diversa e fare scelte più vicine alle reali esigenze dei cittadini” mentre, a nome del gruppo PD, il consigliere Pietro Zucchini ha affermato che “questo atto fondamentale giunge in un momento di grande difficoltà, anzi in una situazione tragica perché ormai a livello politico si è deciso di eliminare le Province e lo si è fatto, passatemi il termine forte, con grande cialtroneria. In questa situazione la scelta della Giunta è stata quella di mandare avanti i lavori pubblici che erano stati messi in cantiere negli anni scorsi e dai quali dipende anche lo sviluppo futuro di questo territorio, facendo nel contempo lavorare le imprese. Mi sembra poca cosa appellarsi al possibile mancato pagamento di quanto dovuto dalla Stato per votare contro il bilancio”. Per il consigliere Pdl Pier Luigi Rossi “la Provincia è già morta, o quanto meno è in coma irreversibile, e non si può dire che questo è dovuto solo a fattori esterni perché deriva anche da scelte compiute da questa amministrazione nel corso degli ultimi anni”, mentre Sara Boncompagni, capogruppo dell'Idv, ha annunciato il suo voto favorevole sottolineando che la Provincia “deve perseguire fino in fondo la propria strada e i propri programmi ed è quello che sta facendo”. Per SeL Alessandra Landucci ha affermato che “ogni volta che si parla di bilancio si deve sempre fare riferimento alla drammaticità del momento, che del resto è indubbia. La strada perseguita per il recupero dei crediti dallo Stato la ritengo dovuta, e sono apprezzabili le scelte compiute per tagliare la spesa corrente e provvedere al pagamento delle aziende che stanno lavorando”, ha concluso motivando il voto favorevole del gruppo. Sostegno alla Giunta anche da Michele Del Bolgia dei Democratici per Cambiare: “il Governo ha cercato in tutti i modi di tagliarci le gambe, senza rispetto per quanto la Provincia ha fatto per il territorio e senza dare alternative, agendo in maniera demagogica e cercando di nascondere le proprie mancanze. Il lavoro fatto dalla Giunta e dai tecnici è ammirevole, nonostante il mare in tempesta abbiamo mantenuto la barca in navigazione”. Nella sua replica l'Assessore Ducci ha chiarito che mettere a bilancio le somme dovute dallo Stato “non è un escamotage contabile, tanto è vero che il bilancio è stato approvato dai Revisori che non hanno eccepito alcunché, e che sarà verificato dalla Corte dei Conti che ha però già certificato il bilancio 2011 nel quale queste somme erano già state iscritte. Non vogliamo un euro di più di quello che ci spetta, ma questi sono soldi nostri che ci sono indispensabili per portare a compimento il mandato”, ha concluso l'Assessore Ducci. Il bilancio consuntivo è stato approvato con 16 voti favorevoli e 8 contrari. All'unanimità sono state invece approvate una mozione urgente presentata dal capogruppo della FdS Nicotra per chiedere a Governo e Parlamento che siano stanziati i fondi per la cassa integrazione e una del consigliere del Pdl Alberto Santucci sulla ricostruzione della struttura polivalente di Badia Tedalda. Respinta a maggioranza invece una mozione del capogruppo del Pdl Lucia Tanti sulle risorse dedicate alla promozione dell'Ente.