Home Attualità Una nuova “antenna” nell’ecomuseo del Casentino

Una nuova “antenna” nell’ecomuseo del Casentino

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AREZZO – Anche la Vallesanta, un gioiello di mitologia, fede, natura, geologia del Casentino nascosto, avrà il suo ecomuseo. Da alcuni mesi, infatti, è stato attivato un percorso di lavoro promosso dalla Comunità Montana del Casentino, dal Comune di Chiusi della Verna e dalle associazioni della Vallesanta (pro-loco di Corezzo e Rimbocchi, Amici della Vallesanta, Scuola di Corezzo), in collaborazione con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, che ha come prospettiva la realizzazione di un ECOMUSEO DELLA VALLESANTA da inserire nel progetto generale già attivo a scala comprensoriale.
Venerdì 1° febbraio alle ore 16.00, rappresentanti di tutte le associazioni, ragazzi, e istituzioni si ritroveranno presso la Scuola Elementare di Corezzo per inaugurare questo importante percorso e per dare visibilità ad una iniziativa che ha lo scopo di interpretare e valorizzare il ricco patrimonio etnografico, storico, naturalistico e produttivo dell’area, attraverso il diretto coinvolgimento delle comunità locali. Come nello spirito stesso di questo museo-specchio della comunità, si interviene sullo spazio di una collettività, nel suo divenire storico, proponendo "come oggetti del museo" non solo gli oggetti della vita quotidiana ma anche i paesaggi, l'architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione, ecc.
La prima fase del percorso, per la quale si è creato un gruppo di lavoro composto da rappresentati delle istituzioni, delle associazioni e del mondo della scuola, è costituita dalla realizzazione di una MAPPA DELLA COMUNITA’. Con questa espressione ci si riferisce ad una pratica ormai in uso da alcuni anni presso gli ecomusei italiani e invece molto utilizzata all’estero, finalizzata a raccogliere e mettere in luce la “specificità locale”, una sorta di censimento dei valori materiali ed immateriali del territorio: luoghi, personaggi, leggende, sapienze artigianali, produzioni, tradizioni, tutto ciò che concorre, secondo gli abitanti stessi, a definire l’identità di questa precisa area.
Un elemento centrale di tutto il progetto è rappresentato dalla scuola elementare ubicata a Corezzo, attiva da tempo su queste tematiche e attualmente coinvolta nelle fasi di ricerca.
Anche i “nuovi abitanti”, le famiglie per lo più non italiane che hanno deciso negli ultimi anni di trasferirsi in Vallesanta, e grazie alle quali la scuola è rimasta aperta, rappresentano un elemento di ricchezza culturale da valorizzare e coinvolgere. Già dal periodo estivo sono state realizzate numerose iniziative: incontri, veglie, passeggiate da concepire al contempo come momenti di confronto, ricerca e stimolo alla partecipazione. La giornata del 1° febbraio rappresenta una prima tappa del percorso con l'inaugurazione di uno spazio all'interno della scuola dedicato alla trasmissione delle sapienze manuali e alle memorie della valle. I bambini presenteranno alcuni manufatti ed uno spettacolo con burattini dedicato alle leggende e alle figure mitiche del territorio.
“Questa iniziativa rappresenta non tanto un punto di arrivo ma un punto di partenza per questa terra che ha dato tanto al Casentino e che in questo modo cerca di non lasciarsi sommergere dal proprio passato ma di proporsi, attraverso di esso, al presente. L’ecomuseo non tanto quindi un contenitore di cose smesse ma un processo in fieri per riconquistare spazio nell’attualità”, commenta il Sindaco di Chiusi della Verna Umberto Betti.
“I piccoli centri della nostra montagna sono riusciti, attraverso l’esperienza ecomuseale promossa dalla Comunità Montana, a riappropriarsi di uno spazio di visibilità, vivibilità, cultura ad avere un ambito proprio di azione che in alcuni casi ha significato anche “motore di sviluppo economico”, come è accaduto a Cetica e Raggiolo. La Vallesanta è un angolo meraviglioso della nostra terra che merita un’attenzione maggiore anche da parte di un turismo spesso attratto solo dalle grandi mete religiose. Ritengo che questa iniziativa, nata dal basso, dagli stessi abitanti, porterà frutti insperati”, aggiunge l’Assessore alla Cultura della Comunità Montana Sandro Sassoli.