Home Nazionale Confindustria: danni comparabili a guerra, svolta non scontata

Confindustria: danni comparabili a guerra, svolta non scontata

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Roma, 23 apr. (Labitalia) – "I danni che la recessione ha inferto al settore industriale sono devastanti e comparabili a quelli di una guerra". Lo afferma il capo della comunicazione di Confindustria, Fabio Minoli Rota, nel corso dell'audizione delle commissioni speciali di Camera e Senato sul documento di economia e finanza. Nelle ultime settimane i segnali dell'economia "sono stati nell'insieme ancora negati ma sono emersi alcuni sintomi di stabilizzazione ed è previsto un modesto recupero nella seconda metà dell'anno, tuttavia una svolta non è ancora affatto scontata", osserva Confindustria. Infatti, "continuano a esserci forze contrarie", dice, che derivano sia dall'economia reale sia dalla finanza e del credito. "Tutto ciò – spiega – impone di proseguire e intensificare la strada verso il risanamento e le riforme". "Siamo in presenza di una delle peggiori recessioni dall'Unità a oggi", osserva Minoli Rota. Dal 2007 al 2013, il prodotto interno lordo è sceso di oltre l'8% ed è tornato ai livelli del 2000. "Nessun altro paese eurozona sta sta vivendo una simile situazione, a parte la Grecia", osserva. Più drammatici sono i dati che riguardano gli abitanti: "Il pil è crollato del 10%, tornando vicino ai valori del 1997". Nel settore industriale la produzione, prosegue, "è crollata del 25%, arrivando al 40% in alcuni comparti" e "negli ultimi 5 anni 70.000 aziende del manifatturiero hanno cessato l'attività". Di conseguenza, osserva Confindustria, "la tenuta del tessuto sociale è messa a dura prova dalla crisi". I disoccupati "sfiorano i 3 milioni", avverte, la propensione al risparmio "è scesa ai minimi storici", l'incertezza attuale quadro politico "incide sulle decisioni di spesa delle famiglie e delle imprese e impedisce di spezzare la spirale" tra la riduzione dell'erogazione del credito e la caduta della domanda.