Home Nazionale Da Locri a Milano ‘Cangiari’ eticamente con la moda artigianale

Da Locri a Milano ‘Cangiari’ eticamente con la moda artigianale

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Milano, 22 apr. (Labitalia) – 'Cangiari'. E' questo il filo del primo marchio italiano di moda etica di fascia alta della legalità che cuce Locri e Milano, unendo economia, etica e legalità. Nato dal gruppo cooperativo Goel, che raccoglie diverse imprese sociali in Calabria, 'Cangiari' sarà sostenuto dalla Fondazione Cariplo, Borsa Italiana e London Stock Exchange attraverso l'Ipo solidale, una forma di sostegno a progetti sociali e culturali attenti all'occupazione giovanile e di persone fragili, promossi da enti non profit. "'Cangiari' – spiega a Labitalia Vincenzo Linarello, presidente del gruppo cooperativo di imprese sociali Goel – in dialetto calabrese significa cambiare ed è proprio il messaggio di cambiamento che noi vogliamo diffondere per il riscatto di una terra, la Calabria, fatta di ore passate ai telai e di mani ormai stanche capaci ancora di creare tessuti unici"."Dietro le creazioni di 'Cangiari' – continua Linarello – oltre al rumore antico dei telai in legno c'è la volontà di dare lavoro alle donne calabresi e ricordare che questa terra soffocata dalla 'ndrangheta ha urgente bisogno di cambiare. Stiamo parlando – fa notare – di un'operazione di salvataggio culturale dove la nostra cooperativa di donne, nella Locride, ha imparato a tessere e a programmare il telaio guardando il lavoro delle anziane tessitrici locali, fatto di esperienza e maestria allo stesso tempo". Tuttavia, l'etica non è il punto di arrivo per 'Cangiari'. "L'etica – sottolinea Linarello – non può accontentarsi di essere giusta, ma deve anche essere efficace. I negozi, infatti, non devono scegliere i nostri capi perché sanno che facciamo parte di una cooperativa sociale che lavora per riscattare la Calabria, ma perché sono belli e meritano di essere scelti e acquistati".E dai tessuti calabresi si passa alle sfilate di Milano "con – ricorda Vincenzo Linarello – lo showroom realizzato a viale Montesanto in un bene confiscato alla 'ndrangheta". "La mafia – avverte – si combatte denunciandola e costruendo delle alternative concrete. E i locali di Milano lo dimostrano pienamente, così come l'Ipo solidale"."L'essere stati inseriti nel catalogo del programma della Fondazione Cariplo e Lseg Foundation – ammette – rappresenta una grande opportunità per il marchio di entrare in contatto con aziende quotate in Borsa, un'occasione di relazionarci con il mondo economico classico. In una parola, di 'cangiari' veramente".