Roma, 17 apr. (Labitalia) – Gli andamenti osservati nei primi mesi del 2013 indicano il protrarsi della debolezza del quadro occupazionale. E' la stima di Bankitalia che, alla luce di un aumento della cig del 12% nei primi 3 mesi dell'anno, nonostante il blocco della cassa in deroga, sottolinea che le prospettive del mercato del lavoro "restano sfavorevoli". Il numero di occupati, infatti, dice Bankitalia, è diminuito nel Nord e nel Mezzogiorno, mentre è rimasto sostanzialmente stabile nel Centro e quella femminile ha continuato a crescere "esclusivamente grazie al contributo delle donne straniere".Nella media del 2012 l'occupazione si è ridotta dello 0,3% rispetto al 2011 (-69.000 unità), si legge nel bollettino Bankitalia, segnando un progressivo deterioramento nella seconda metà dell'anno, mentre l'offerta di lavoro è cresciuta in maniera sostenuta (2,3%; 567.000 unità). "Ne è derivato un marcato aumento del tasso di disoccupazione che, al netto dei fattori stagionali, è giunto all'11,2% a dicembre (al 10,7% nella media dell'anno, dall'8,4% del 2011)", dice ancora palazzo Kock.Il calo dell'occupazione nel quarto trimestre del 2012 (-0,6% rispetto a un anno prima, pari a 148.000 unità) è riconducibile alle contrazioni registrate nel comparto edile e nell'industria in senso stretto (-4,6 e -2,5%, rispettivamente), solo parzialmente compensate dall'aumento nel terziario (0,5%, prevalentemente nel settore degli altri servizi collettivi e personali e in quello dei servizi di alloggio e di ristorazione). A diminuire, per Bankitalia, anche i salari reali: in termini nominali le retribuzioni unitarie di fatto passano all'1%, dall'1,3% del 2011). Un calo più accentuato che nel 2011.