Roma, 12 apr. (Labitalia) – Il congresso della Cisl Fp del Lazio, 194 delegati in rappresentanza degli oltre 38mila iscritti, ha eletto Roberto Chierchia nuovo segretario generale, e una nuova segreteria composta da Giancarlo Cosentino, Salvatore Di Fusco e Stefania Gunnella. Chierchia, romano originario di Castellammare di Stabia, di professione funzionario amministrativo, proviene dal comparto della sanità. Iscritto alla Cisl dal 1987, ha iniziato la carriera sindacale venti anni fa come delegato dei lavoratori del Policlinico Umberto I. Da coordinatore della Sas (la struttura sindacale aziendale) del grande ospedale romano, è entrato in distacco nel 2002. Dopo essere stato responsabile del comparto sanità della Cisl Fp di Roma, ne è diventato segretario generale nell?aprile scorso. "Vogliamo essere – ha detto Chierchia – lo stimolo e la leva per la tutela dei lavoratori e il rilancio delle professionalità pubbliche in un grande progetto di cambiamento. E vogliamo continuare a rappresentare il punto di riferimento dei lavoratori dei servizi pubblici, a partire da quelli che nel nostro territorio si trovano oggi in condizione di maggiore difficoltà. Il nostro sforzo sarà concentrato sul posto di lavoro. Sarà una federazione più snella negli organismi e più veloce nell'organizzazione e nella capacità comunicativa. Ma soprattutto più vicina ai lavoratori". Dal congresso, il segretario generale della Cisl Fp nazionale, Giovanni Faverin, ha indicato con forza la necessità di dare al Lazio "un nuovo assetto tra i livelli di governo regionale e locale, più integrazione tra le funzioni di Comune e Regione per migliorare i servizi e valorizzare le professionalità, a partire da sanità, servizi sociali e trasporto pubblico". "La realizzazione di Roma Capitale e la crescita dell'intera regione – ha spiegato Faverin – impongono di accelerare sulla ridefinizione delle funzioni. Serve un federalismo diverso da quello visto fin qui. Mettendo fine a quella frammentazione fra compiti e soggetti che crea voragini nei bilanci e insoddisfazione fra i cittadini". "E' necessario – ha aggiunto – rompere il muro tra il sociale gestito dal Comune e il sanitario gestito dalla Regione integrando le politiche con l'obiettivo di realizzare una governance della continuità assistenziale. Ridurre i costi dell'assistenza sanitaria favorendo l'assistenza domiciliare, la prevenzione e la distribuzione di strutture socio-sanitarie sul territorio e promuovere i poli sanitari d'eccellenza della Capitale. Mentre è fondamentale potenziare le infrastrutture e la mobilità tra Roma e la Regione Lazio anche attraverso un utilizzo concertato dei fondi comunitari". "Roma e il Lazio – ha auspicato il sindacalista – possono essere il laboratorio del cambiamento per l'intero Paese, ma serve un progetto chiaro e condiviso con le forze sociali: una rete di servizi che dalla Capitale innervi tutto il territorio, evitando la pericolosa spoliazione delle province e l'isolamento delle comunità, che tagli a spese e strutture e architetture dei servizi ormai obsolete rischiano di provocare".
Articlolo scritto da: Adnkronos