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‘Due Passi Sono’ in scena la Teatro Comunale Bucine

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‘Due Passi Sono’ in scena la Teatro Comunale Bucine

Al Teatro Comunale di Bucine sabato 23 marzo ore 21.15 la Compagnia Carullo-Minasi presenta lo spettacolo Due Passi Sono di e con Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi, spettacolo vincitore del concorso nazionale IN-BOX 2012.
In sala gli Spettatori Erranti, arrivati quasi alla fine del loro abbonamento “personale” che si concluderà in primavera con l’ultimo appuntamento al Teatro di Anghiari.

Due piccoli esseri umani, un uomo e una donna dalle fattezze ridotte, si ritrovano sul grande palco dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita che li riduce dentro uno spazio sempre più stretto, dall’arredamento essenziale, stranamente deforme, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante. Attraversano le sezioni della loro tenera per quanto altrettanto terribile, goffa e grottesca vita/giornata condivisa. Sembrano essere chiusi dentro una scatoletta di metallo, asettica e sorda alle bellezze di cui sono potenziali portatori, ma un “balzo” – nonostante le gambe molli – aprirà la custodia del loro carillon. Fuoriescono vivendo il sogno della vera vita da cui non v’è più bisogno di sfuggire, ma solo vivere, con la grazia e l’incanto di chi ha imparato ad amare la fame, la malattia, dunque i limiti dello stare. Immagine-cripta sacra, surreale e festosa, quella del loro matrimonio lì dove, come in una giostra di suoni, colori e coriandoli, finiranno per scambiarsi meravigliosi propositi di poesia.
Tra le righe della poesia, si fanno portavoce di una generazione presa dai tarli cui è preclusa la possibilità di realizzare, con onestà e senza compromessi, le proprie ambizioni. Sentono pesante l’immortalità della tragica favola di Romeo e Giulietta lì dove nulla di vivo resta se non i vecchi, la cui faida e il cui egoismo, non il caso, hanno ucciso i giovani. Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme ma solo nella cripta, col loro amore per l’eternità nelle statue d’oro che i carnefici eleveranno a ricordo. Hanno voglia di sfidare il mito e celebrare il lieto fine nella vita, o quantomeno nella speranza della stessa, e non nella morte, avendo avuto la paradossale e sacrale fortuna di toccarla in vita. Così tra le piccole e grandi, tra le giustificate e ingiustificate paure di questo percorso di conoscenza chiamato vita, per gioco e incanto, ci si abbandona al sonno vero del sogno lì dove nasce la nuova Bianca vita, progenie che darà continuità al piccolo amore, sempre custodito in ogni cuore.

La compagnia
Cristiana Minasi (Messina 1980). Laureata in Giurisprudenza con lode e pubblicazione della tesi (in Teoria Generale del Diritto, dal titolo Il Soggetto alla Ribalta), specializzata in Criminologia e Psicologia Giuridica (minori e famiglia). Dal 2001 partecipa a diverse produzioni della compagnia Teatro dei Naviganti (ME) e vi collabora quale pedagoga. Segue i laboratori di Norberto Presta e Sabine Uitz; Cristina Castrillo; Alessio Bergamo; Melanie e Silvina Alfie; Vincenzo Pirrotta; Raquel Scotti Hirson e Jesser De Souza (Lume Teatro, Brasil); Marcelo Guardiola (Argentina), con cui realizza il progetto Investigation Tango Teatro Sicilia. Dedita alla ricerca sul clown, studia con André Casaca; Paco Gonzales (Familie Flöz); Ian Algie; Andrea Kaemmerle; gli Oucloupò. In tale direzione vanno le sue ultime produzioni, tra le quali, Ex Machina, ovvero, conferenza tragicheffimera sui concetti ingannevoli del teatro (selezionata dal Gai per Gemine Muse 2009 e finalista del Premio Dodici Donne 2010 – ATCL). Frequenta i laboratori sulla ricerca di un metodo di Emma Dante, partecipa alla performance diretta e ideata dalla stessa in ricordo di Giovanni Falcone, nonché al laboratorio per la realizzazione della Carmen. Oggi è partecipante attiva de L’isola della Pedagogia 2010/2012 (Fondazione di Venezia e Scuola Paolo Grassi di Milano), scuola internazionale di formazione per pedagoghi diretta da Anatolij Vasiliev.

Giuseppe Carullo (Rochester 1978). Frequenta dal 2000 la scuola di teatro Teatès diretta da Michele Perriera. È tra gli interpreti di Ha riconosciuto il pettine di Gianfranco Perriera. Segue, dal 2003, la scuola del teatro Vittorio Emanuele (Messina) diretta da Donato Castellaneta, attore della compagnia di Leo de Berardinis. Nel 2004 inizia a collaborare con l’associazione culturale Il Castello di Sancio Panza fondata da Roberto Bonaventura e Monia Alfieri, partecipando a molteplici spettacoli tra cui: Le mosche; Colapesce; Metamorphoseon XI, Metamorfosi 74, Microzoi, L’altro Regno. Fondamentali gli incontri con Anton Milenin ed Emma Dante. Insieme a Cristiana Minasi dal 2009 è in Fragile scritto e diretto da Tino Caspanello, nonché in Euphorìa di Adele Tirante, spettacolo segnalato e coprodotto dal Festival I Teatri del Sacro, Lucca (Eti e Federgat).

INFO E PRENOTAZIONI:
055 991663
338 3662475
338 9769477