«Ottanta minuti in treno per fare i 40 km che separano Figline da Firenze? Ecco come vivono i pendolari aretini e fiorentini: stanchi e ostaggio di perenni ritardi».
È la denuncia del capogruppo di “Più Toscana”, Antonio Gambetta Vianna, che, dopo il reclamo del “Comitato Pendolari Valdarno Direttissima” sui ritardi accumulati dai regionali a causa della deviazione sulla linea lenta, punta il dito sulle condizioni dei pendolari, vittime negli ultimi 90 giorni di disservizi diffusi lungo tutta la provincia di Arezzo.
«Ogni anno i pendolari del Valdarno fiorentino e aretino accumulano almeno un giorno di ritardo viaggiando fra porte rotte e condizioni precarie. Per non parlare di linee come la Stia-Arezzo, percorsa dal treno del Casentino che ogni giorno accompagna a scuola e lavoro centinaia di persone, obbligate a muoversi su convogli obsoleti e fatiscenti».
Nel mirino del consigliere soprattutto la tratta Foligno-Firenze, linea che sfugge al monitoraggio quotidiano di Trenitalia e Regione Toscana, vista la competenza della regione Umbria.
«Non è la prima volta che questo treno accumula venti minuti di ritardo. Il motivo? Lo spostamento sulla linea lenta per Pontassieve che interessa anche il ritorno verso Figline dove, a causa del transito dei Freccia Rossa in prossimità del bivio di Rovezzano, i regionali sono costretti a stare a guardare o addirittura fermarsi, con buona pace dei passeggeri che magari devono recarsi al lavoro.
Chiediamo all’assessore Ceccobao di farsi carico delle richieste degli utenti aretini insistendo per la convocazione di un tavolo di confronto fra Rfi, assessorato e rappresentanti dei pendolari che da sempre – conclude – svolgono un importante ruolo di monitoraggio sulle nostre ferrovie».