Agroalimentare. Situazione e prospettive del settore. Ecco i temi del convegno che la Flai Cgil ha organizzato per martedì 12 febbraio nella sala dei Grandi della Provincia di Arezzo. Interverranno rappresentanti istituzionali quali Franco Chiriaco, Consigliere del Comitato economico e sociale europeo e Carla Borghesi, assessore provinciale al lavoro e alla formazione. Rappresentanti delle associazioni di categoria: Giorgio Del Pace, Direttore della Cia; Gianluca Ghini, Direttore di Confagricoltura e Tullio Marcelli, Presidente di Coldiretti. Con loro i dirigenti della Cgil: Alessio Gramolati, Segretario regionale della confederazione; Damiano Marrano, segretario regionale Flai e Stefania Crogi, segretaria nazionale della categoria che chiuderà il convegno.
Un vero e proprio vertice del settore per affrontare i temi dello sviluppo nell’agroalimentare e al quale sono stati invitati anche studenti e insegnanti dell’Istituto Professionale di Stato per l'Agricoltura e l'Ambiente “Camaiti” di Pieve Santo Stefano.
E' una agricoltura importante quella aretina in particolare nelle filiere vitivinicole, olivicola, zootecnica, cerealicola, vivaistica oltre ad una diffusa attività agrituristica di qualità.
Giusi Angheloni, Segretaria provinciale Flai, aprirà il convegno: “gli occupati nel settore in Toscana sono 32.7000 di cui un terzo nell’ industriale alimentare. I lavoratori immigrati sono circa 19.000. Nella provincia di Arezzo, su un totale di 38.575 aziende censite dalla Camera di Commercio,7.111 sono agricole. Questo significa che il settore rappresenta il 18,4% delle attività produttive della provincia dove l'impresa agricola ha una diffusione superiore alla media dell'11% della Regione. Altro elemento importante: un quarto delle imprese guidate da donne ha vocazione agricola. E se prendiamo a riferimento solo il settore agricolo un terzo delle imprese è guidato da donne”.
Arezzo non è solo agricoltura ma anche industria agroalimentare con una lunga tradizione ed è sufficiente pensare a Newlat (Buitoni) e Aboca.
La Flai indicherà al convegno quatto possibili linee di sviluppo. “La prima – annuncia Giusi Angheloni – è il mutamento delle produzioni con l’ampliamento delle varietà di colture e il recupero delle produzioni abbandonate. La seconda è l’integrazione delle produzioni agricole con la trasformazione industriale, favorendo l'uso di farine, frutti e legumi locali. La terza è l’incentivazione della filiera corta nel rapporto tra produzione e grande distribuzione. Infine la collaborazione tra settori produttivi e scuole per la formazione di addetti sempre più specializzati in questo settore”.