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Infezione da tetano, ottantenne bibbienese salvato dai medici

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Infezione da tetano, ottantenne bibbienese salvato dai medici

BIBBIENA – E’ per fortuna una malattia sempre meno diffusa, ma ancora se ne può morire con gravi sofferenze: è il tetano.
Difficile spesso da diagnosticare nei tempi giusti per riuscire poi a curarsi e a vivere una vita normale.
L’episodio di cui parliamo si è sviluppato tutto a Bibbiena.
Qui, un uomo di 80 anni (C.E. le sue iniziali), a metà novembre, mentre era nel pollaio vicino alla sua abitazione, si è prodotto una piccola ferita ad un piede. Cosa di poco conto. L’uomo non si è preoccupato di nulla ed ha continuato la sua vita normalmente. Pochi giorni dopo è andato dal suo medico di famiglia, il dr. Massimo Ducci. Presentava qualche linea di febbre, una certa rigidità al collo e un affanno nella respirazione. Il medico è stato così attento e scrupoloso nei controlli e nella ricerca delle cause di queste sue condizioni, da arrivare a scoprire della ferita e a diagnosticare una infezione da tetano. L’uomo non era stato mai vaccinato, nemmeno al tempo della leva perchè non ha fatto il servizio militare (il padre, ma non c’entra niente con l’infezione riscontrata sul figlio adesso, era morto in guerra proprio per il tetano).
Portato in Pronto soccorso a Bibbiena, qui si è proceduto con le immunoglobuline, ma le tossine stavano gia agendo a livello del sistema nervoso e dell’apparato respiratorio. Ricoverato in rianimazione, sempre a Bibbiena, la malattia ha aggravato rapidamente i suoi sintomi, tanto da portare l’equipe di cui è responsabile il dottor Antonio Quacquarelli, a decidere di sedarlo ed intubarlo per garantire una ventilazione sufficiente per farlo respirare. Sono stati giorni difficili, in cui la rigidità del collo e le condizioni generali del paziente si rivelano critiche. E’ stato anche tracheotomizzato. Tra l’altro il paziente, proprio per questa sua gravissima infezione, andata tenuto in ambiente isolato per evitare contatti con microbi di ogni genere.
Le cose sono iniziate a migliorare tre settimane dopo: intanto gli era stato impiantato anche un pace maker per una forte aritmia che era sopraggiunta. Dopo Natale la ripresa, lenta, ma graduale.
Adesso l’uomo è stato risvegliato, sta in poltrona, gli è stato impiantato un pace maker fisso, presto gli sarà tolto l’impianto di tracheotomizzazione e, senza conseguenze, potrà tornare alla sua vita normale. Con grande soddisfazione sua, dei suoi familiari, e non di meno, anche dei medici casentinesi, da quello di famiglia a quelli ospedalieri.