Home Attualità Economia Qualifica di acconciatore: problemi per chi vuole avviare l’attività

Qualifica di acconciatore: problemi per chi vuole avviare l’attività

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Dallo scorso 14 settembre non è più possibile ottenere la qualifica di acconciatore con la sola pratica professionale, questo quanto stabilito dal decreto legislativo 147/2012.
“La cosa era nota perché già prevista dalla nuova Legge nazionale degli acconciatori, datata 2005 – affermano Luca Bichi e Vanni Enza, rispettivamente Presidente CNA Benessere e Sanità Arezzo e Presidente provinciale di Confartigianato Acconciatori Arezzo – ma in Toscana, non essendo mai stata approvata la legge attuativa regionale, si continuava ad applicare la vecchia disciplina”.
Quindi per diventare acconciatore bisognava dimostrare di aver lavorato per due anni presso un’impresa. Vi è poi il percorso scolastico, attraverso il quale si otteneva la qualifica sulla base del profilo professionale definito dalla Regione.
“In realtà – proseguono Bichi e Vanni – il decreto 147 non interviene in nessun modo su quest’ultimo punto, ma di fatto trasferisce ai Suap le competenze in merito alla verifica dei requisiti professionali, che in precedenza spettava alle Camere di commercio, come peraltro chiarisce bene una circolare del Ministero dello Sviluppo economico. In questa fase transitoria si è venuta a creare una situazione di scarsa chiarezza per cui in alcuni comuni si sono verificate difficoltà per coloro che si accingono ad iniziare l’attività e in alcuni casi, addirittura, vi sono stati casi di pratiche che sono state momentaneamente bloccate”.
Confartigianato Imprese e CNA si sono prontamente attivate nei confronti della Regione Toscana. affinché provveda in tempi rapidi all’approvazione di una Legge di settore che vada a definire in maniera chiara la materia. “Confidiamo che la Regione, mentre si definiscono i contenuti dell’intervento legislativo – proseguono Bichi e Vanni – si attivi immediatamente per dare indicazioni chiare ai Suap dei comuni toscani, affinché su tutto il territorio vi siano comportamenti univoci.
“L'obbiettivo che le associazioni vogliono raggiungere – concludono Bichi e Vanni – è quello che vengano riconosciute le qualifiche professionali ai soggetti che avevano maturato il requisito professionale attraverso il percorso lavorativo prima del 14/9 , che si continui a riconoscere la qualifica a coloro che hanno superato con successo i corsi professionali presso le scuole autorizzate e che vengano fatti salvi i diritti di coloro che avevano avviato il percorso sia lavorativo che scolastico, per l'ottenimento della qualifica senza però averlo ancora concluso. Dobbiamo assolutamente evitare che, nell’attesa del provvedimento, venga bloccato lo sviluppo di un intero settore”.
Confartigianato e CNA si sono già attivate su più fronti: fra pochi giorni si terranno i primi incontri con la Regione, mentre su tutto il territorio regionale proseguono gli incontri con i Comuni e con le Camere di commercio, per permettere a coloro che vogliono avviare un’attività regolarmente, di poterlo fare senza vedersi penalizzato dalle “disattenzioni” del legislatore.