“Inutile accapigliarsi sui campanilismi, Arezzo sfrutti questa occasione per uscire dal ruolo marginale in cui è stata confinata da anni”. Lo dichiara il consigliere regionale Dario Locci (Gruppo Misto), giunto alla Borsa Merci di Arezzo per l’incontro organizzato da Comune, Provincia e Camera di Commercio, in merito all’imminente riordino delle province.
“La legge approvata dal Parlamento – dichiara Locci – non rappresenta una soluzione equa né particolarmente vantaggiosa per il Paese, né tantomeno per la Toscana. L’unica strada seria da intraprendere è quella che porta alla cancellazione in toto dell’ente provinciale, per via costituzionale”.
“Tuttavia – suggerisce il consigliere – per Arezzo questo testo di legge potrebbe racchiudere anche un’opportunità: basta con la pretesa di mantenere il proprio fazzoletto di terra, è necessario invece pretendere che la legge venga applicata a pieno e che Arezzo diventi capoluogo della Toscana del Sud”.
“Mantenere intatta la singola provincia di Arezzo – continua Locci – significherebbe perpetuare la politica di isolamento. Ci ritroveremmo di nuovo un vaso di coccio in mezzo a tre (o quattro) vasi di ferro: le nuove province di Siena-Grosseto, Firenze-Prato-Pistoia, Lucca-Massa Carrara-Pisa-Livorno. Tagliati fuori nuovamente da potere decisionale e risorse economiche”.
“Questa – conclude Locci – è forse l’ultima opportunità per ottenere ciò che ci spetta, sfruttiamola”.