Dal 21 al 25 agosto è stato effettuato il collaudo della Ippovia delle Foreste Sacre che collega le aree naturalistiche e forestali della Verna, Camaldoli e Vallombrosa. La Regione Toscana ha affidato all’Ente Nazionale Guide Equestri Ambientali (ENGEA) il progetto di un itinerario a cavallo di collegamento dei parchi ed aree naturali protette presenti nella regione. ENGEA ha percorso e verificato le tratte che dal Parco Nazionale dell’Appenino Tosco- Emiliano toccano il Parco regionale delle Alpi Apuane, Migliarino, S.Rossore, l’Uccellina, e, con il collegamento tra Siena e Arezzo, raggiungono il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Un percorso a parte interessa inoltre l’Isola d’Elba nel Parco nazionale dell’Arcipelago. In sella per oltre 1000 Km, appoggiandosi a strutture di accoglienza per cavalli e cavalieri. In base al protocollo d’intesa tra ENGEA e Corpo Forestale dello Stato, lo staff tecnico dell’ente equestre che ha effettuato i collaudi, col supporto di guide equestri locali della stessa associazione, è stato affiancato dai reparti a cavallo del CFS presenti nei comprensori interessati. Nelle Foreste Casentinesi i tecnici di ENGEA ed i cavalieri del Corpo Forestale dello Stato in servizio nel Parco Nazionale, alternati con i colleghi del Reparto a cavallo di Pieve Santo Stefano e del Comando Provinciale di Arezzo, hanno percorso circa 200 Km di sentieri e strade forestali che attraversano uno dei comprensori di maggior pregio naturalistico della Toscana. L’itinerario si è snodato dall’Alpe di S. Benedetto e Campigna, proseguendo per Capo d’Arno ed il Lago degli Idoli sul Falterona, Vallucciole e Molin di Bucchio per guadare l’Arno e risalire alla Consuma. Entrati nella riserva naturale di Vallombrosa fino a Secchieta è stato imboccato il panoramico crinale del Pratomagno fino alla croce, per ridiscendere all’Arno a Pratovecchio, passando per Castel S.Niccolò e Romena. E’ stata quindi la volta di Camaldoli risalendo la strada di Asqua fino a Metaleto, per fare visita al monumentale Castagno Miraglia, prima di immergersi nella sacralità della foresta tra il Monastero e l’Eremo millenario. Attraverso il Passo dei Fangacci i cavalieri hanno raggiunto quindi Badia Prataglia per risalire al Passo dei Mandrioli e percorrere lo spettacolare crinale del Passo di Serra, la Rotta dei Cavalli e poggio Tre Vescovi, costeggiando la Riserva Naturale di Monte Nero, fino a raggiungere la foresta monumentale ed il Santuario della Verna. Ultimo sforzo per la discesa a Pieve Santo Stefano passando per Compito e Montalone, fino a raggiungere il torrente Ancione e quindi il Tevere, fino al centro equestre del Corpo Forestale dello Stato di Formole. Una successione entusiasmante di natura, storia e paesaggi incantati, trovando ovunque storie, leggende ed una ospitalità amichevole e caratteristica delle popolazioni di montagna.
L’Ippovia delle Foreste Sacre, nata da un progetto del Corpo Forestale dello Stato sostenuto dall’Ente Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, si è confermata una delle tratte più significative dell’intero progetto delle Ippovie della Toscana. Il collaudo svolto da ENGEA secondo il protocollo delle Ippovie Italiane Certificate ha confermato l’idoneità dell’area e l’adeguatezza delle strutture di base fin qui interessate. Queste potranno essere ulteriormente incrementate e messe in rete senza particolari necessità di investimenti pubblici. Le poche migliorie che sono risultate necessarie considerano l’opportunità di sistemare alcuni punti di abbeverata, la regolazione di qualche recinzione che lasci possibilità di transito ai cavalli lungo la sentieristica ufficiale della Rete escursionistica regionale e la facoltà di dotazione presso alcune strutture di semplici poste in legno per gli animali, anche per minimi tempi di sosta e ristoro.
Le Foreste Casentinesi sono una realtà che attira visitatori e turisti da ogni provenienza. L’auspicio è che grazie al progetto della Regione Toscana ed al lavoro di ENGEA si affermi anche la possibilità della fruizione a cavallo di queste vallate, che dia opportunità all’impegno professionale delle guide equestri qualificate e integrazione alle strutture ricettive del comprensorio, anche nelle stagioni primaverili ed autunnali, perfettamente adatte alla pratica dell’equitazione. Il Corpo Forestale dello Stato concorre alla sicurezza dei visitatori di queste aree naturali grazie alla propria organizzazione ed alla perfetta conoscenza dei luoghi, con l’aggiunta del personale appositamente specializzato, impegnato correntemente anche nel servizio d’istituto a cavallo, nei parchi e nelle riserve naturali del comprensorio.