Il Presidente della Regione Toscana continua nel suo progetto "Siena riferimento naturale per Arezzo e Grosseto ". Per lui, non certo per la legge italiana! Dimostra di avere un preciso
progetto politico contro Arezzo, che tenta di “mascherare” con un parlare dimesso e
apparentemente “democratico” !
Le Leggi dello Stato Italiano sono valide per tutto il territorio nazionale, Regione Toscana
compresa.
La Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 Luglio 2012 “Determinazione dei criteri
per il riordino delle provincie, a norma dell’articolo 17, comma 2, del Decreto Legge
6 luglio 2012, n.95, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale pubblicata in data 24 – 7 – 2012,
interessa solo le provincie che alla data dell’entrata in vigore della legge non avevano i due “ criteri” fondamentali ( non c’è alcun riferimento al censimento del 2011):
1 – dimensione territoriale non inferiore a 2.500 km quadrati
2 – popolazione residente non inferiore a 350.000 abitanti.
Arezzo alla data 24 Luglio 2012 aveva i due requisiti richiesti, pertanto la legge di riordino
delle provincie non può e non deve essere applicata per la nostra provincia.
Il Presidente Rossi si lancia poi contro il Parlamento e contro i Rappresentati Toscani eletti in Parlamento, ma queste sono le sue idee personali “politiche”.
Quindi la Regione Toscana non ha potestà legislativa di intervenire per legiferare su Arezzo.
La Legge dello Stato è istituzionalmente superiore alla Regione, su un argomento specifico,
peraltro, previsto anche nella nostra Costituzione della Repubblica a riguardo del ruolo istituzionale della Provincia.
Arezzo non rientra nel riordino delle Provincie!
L’articolo 1, comma 6, è chiaro e non può neppure pensare di modificarlo come Presidente
della Regione “…assume il ruolo di comune capoluogo delle singole provincie il comune già capoluogo delle provincie oggetto di riordino con maggiore popolazione residente”.
La stessa Deliberazione ha soppresso la Provincia di Firenze, dichiarata città metropolitana, pertanto eventuali “iniziative comunali” dei Comuni del Valdarno potrebbero non essere
realizzabili, in quanto l’area e il territorio di Firenze è “chiuso” dalla attuale definizione
di città metropolitana.
Ho idee e posizioni istituzionali diverse dal Sindaco Avv Giuseppe Fanfani, ma come
cittadino ed eletto in Consiglio Provinciale in rappresentanza della città di Arezzo non posso accettare che il Presidente della Regione Toscana offenda il Sindaco di
Arezzo, ironizzando sulla sua posizione legittima e doverosa di rivendicare il rispetto di una
legge dello Stato Italiano del Capoluogo della Provincia di Arezzo.
Abitanti
– Arezzo Comune ……..100.447
– Grosseto Comune……..82.339
– Siena Comune…………54.646
Dimissioni Fanfani? Il finimondo per una proposta".
Pier Luigi Rossi
Consigliere provinciale
Vice Presidente Consiglio Provinciale di Arezzo
Articlolo scritto da: Pier Luigi Rossi