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Elettrodotto in Valdarno: sette comuni toscani contro Terna

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Elettrodotto in Valdarno: sette comuni toscani contro Terna

"La notizia è questa: in pieno accordo, sette comuni toscani, cinque dell’Aretino (oltre a Bucine, Cavriglia, Civitella in V. di Chiana, Montevarchi e Monte San Savino) e due del Senese (Castelnuovo Berardenga e Gaiole), si schierano contro TERNA e la sua pretesa di far passare il nuovo progetto relativo alla tratta ad altissima tensione Cavriglia-Monte San Savino, pubblicato il 10 luglio scorso, come “integrazione volontaria” al progetto presentato nel 2010. Tale progetto era stato bocciato (assieme alla variante proposta nel 2011) nel corso dell’istruttoria del procedimento per la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) sia dalla maggioranza dei Comuni stessi sia dalla Regione Toscana. Le ragioni dell’opposizione sono, a giudizio del Comitato Alta Tensione, assai valide.
Il 5 dicembre 2011 il Ministero dell’Ambiente aveva convocato in Regione, a Firenze, un Tavolo Tecnico di confronto tra “gli enti territoriali interessati al miglioramento del progetto del 2010 e della sua variante 2011”. Il verbale di quel Tavolo, circolato in abbozzo e in seguito mai ufficializzato, includeva l’impegno di TERNA a ritirare il vecchio progetto e procedere alla presentazione di un progetto radicalmente nuovo, da sottoporre in maniera trasparente e secondo le procedure di legge al vaglio di Regione, Comuni e cittadini interessati. Del verbale non c’è traccia, e TERNA il vecchio progetto non l’ha mai ritirato: pubblicando ora (il 10 luglio: in piena estate!) il nuovo progetto camuffato da ‘variante’ del vecchio (col quale, al contrario, ha ben poco da spartire) al solo scopo dio sottrarsi all’iter di legge, TERNA vuol mettere Comuni e Regione alle strette, imponendo loro un arrogante aut-aut (“o accetti il nuovo o si torna al vecchio”).
Il Comitato Alta Tensione appoggia con tutti i suoi oltre settemila sostenitori l’iniziativa dei sette Comuni e si unisce ad essi nel chiedere al Presidente Rossi che a sua volta ribadisca con forza la posizione ‘per la trasparenza e la legalità’ sin qui tenacemente difesa dalla Regione Toscana.
Il Comitato Alta Tensione segnala contestualmente che nel “Piano di sviluppo 2012” TERNA per la prima volta riconosce che, “a causa del rapido e imponente sviluppo della produzione elettrica da fonte rinnovabile”, è necessario rivedere i vecchi paradigmi (cioè smetterla di affermare che vi sarà una crescente necessità di fornitura di energia elettrica): da quest’anno, il compito di TERNA sarà quello di fungere da “regolatore di corrente”. Allora, se il fabbisogno di corrente (in Italia, e particolarmente, com’è noto, in Toscana) anziché crescere è calato, il Comitato continua a chiedersi e a chiedere a TERNA e agli Enti e Ministeri interessati quale vera motivazione giustifichi i devastanti progetti di “autostrade dell’energia a 380 kV” perseguiti da TERNA se non i profitti che ne trarrebbero TERNA stessa e i suoi azionisti."

Articlolo scritto da: Comitato Alta Tensione