L’imprenditore tifernate Giovanni Pieracci, 48 anni, è stato confermato alla presidenza provinciale perugina e regionale umbra della Federazione Legno Arredo di Confartigianato Imprese; alla segreteria provinciale e regionale è stato riconfermato Antonio Bruschi. Amministratore dell’omonimo seggiolificio di Città di Castello, l’azienda creata dal padre nel 1966, Pieracci è al timone umbro della federazione dal 2005 e dal 2008 è anche uno dei cinque consiglieri del direttivo nazionale del gruppo di mestiere “Arredo”. Ad affiancarlo nel direttivo provinciale di Perugia, ci sono i due vicepresidenti che si occuperanno dei rispettivi ambiti: Enrico Montagnoli per il legno e Remo Sabatucci per l’arredo. Una conferma per acclamazione, quella di Pieracci e c’è quindi un motivo ben preciso: “E’ stato apprezzato lo sforzo fatto per portare avanti i progetti della federazione – dichiara Pieracci – con assieme i risultati ottenuti all’interno del direttivo nazionale”. Che però necessitano di giungere a conclusione nel quadriennio che ha appena preso il via e che inizia in un periodo molto difficile per l’economia italiana. “Il progetto principale al quale faccio riferimento è quello che concerne l’internazionalizzazione delle imprese – sottolinea Pieracci – sul quale ho iniziato da tempo a lavorare e che ora deve essere sviluppato, anche perché gli imprenditori del nostro settore hanno bisogno di compiere un salto di qualità, ossia rimanere artigiani nelle loro prerogative e allo stesso tempo acquisire prerogative da manager. I progetti condivisi da 4 anni a questa parte debbono poter avere la garanzia della continuità nel lavoro che abbiamo iniziato”. A proposito di Federazione Legno Arredo, ci sono un presidente nazionale di Sansepolcro e un consigliere nazionale di Città di Castello, segnali importanti in un periodo di difficoltà per un comparto fra i più forti e tradizionali dell’intera Alta Valle del Tevere. Qualcosa vorrà pur dire? “Io e il presidente nazionale Domenico Gambacci siamo in piena sintonia per ciò che riguarda le strategie operative, sulla cui bontà non nutriamo dubbi. La voglia di un cambio di marcia della nostra economia è tanta: speriamo allora in settembre di poter essere entrambi confermati nel direttivo nazionale, perché questo è il presupposto di partenza”.