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Vasai: Arezzo ha i numeri importanti, ripartiamo da qui

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Vasai: Arezzo ha i numeri importanti, ripartiamo da qui

“Parlare di complessivo riordino delle Province, cancellando una volta per tutte il concetto di abolizione è già un passo in avanti, ma pensare di portare a compimento una operazione come quella disegnata con il decreto sulla spending review, in 90 giorni è il miglior modo per far fallire questo progetto”. E' questo il commento del Presidente Vasai una volta letto il testo emendato del decreto sulla spending review così come uscito ieri dal Senato. “Mi sembra poco probabile – prosegue Vasai – vista la complessità dell’operazione e la natura degli italiani, rimettere in discussione assetti che hanno, come nel caso della Toscana, due secoli di vita, in pochi giorni. Io credo che in questo modo si finisca solo per scatenare egoismi territoriali o per legittimare operazioni calate dall'alto, senza confronto con le comunità locali, senza una reale analisi dei costi e dei benefici, anche alla luce di funzioni quali la gestione delle strade, la difesa dell’ambiente, il governo del territorio, i trasporti, le scuole, che il decreto continua ad assegnare alla rinnovate province. Figuriamoci poi se si potrà fare un minimo ragionamento sulla cultura e specificità dei territori”. Sul tema dei requisiti minimi fissati dal Governo, il Presidente della Provincia, non cambia posizione. “L'ho detto fin dall'inizio che è sbagliato pensare di condurre l'opera di riorganizzazione fissando paletti territoriali e di popolazione del tutto casuali. Comunque, tali parametri sono stati fissati e dovranno essere tenuti nella dovuta considerazione. Io continuo a credere che Arezzo, con i suoi 3235 km di territorio, i suoi 351.066 abitanti, le sue 47.000 imprese iscritte alla Camera di Commercio, sia un territorio che avrebbe caratteristiche più che adeguate per continuare ad essere Provincia. Questo non significa – chiude Vasai – che vogliamo arroccarci su questa posizione, ma certamente significa che nessuno potrà immaginare una operazione di riordino che interessi questo territorio, senza tener conto di questi numeri e senza confrontarsi in modo chiaro e aperto con la comunità aretina”.