Nel contesto dei servizi predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Arezzo nell’ambito della manifestazione Arezzo Wave, i militari della Stazione Carabinieri di Arezzo a seguito di notizie ricevute dai Carabinieri di Quartiere, gravitanti nella zona prossima lo stadio comunale, venivano a conoscenza di un presunto spaccio di stupefacenti ad opera di un cittadino extracomunitario di nazionalità marocchina residente ad Arezzo, che solitamente sarebbe stato “rifornito” da due connazionali di Perugia. Specifica attività info-investigativa permetteva di acquisire utili elementi a conferma delle notizie raccolte e successivi servizi di osservazione e pedinamento consentivano di individuare il marocchino e la sua abitazione nella zona di via Vittorio Veneto, che veniva tenuta sotto costante controllo.
Nella tarda serata di venerdì scorso, avuta la conferma della presenza nell’appartamento dei tre marocchini (visti affacciarsi alla terrazza), i militari irrompevano con uno strattagemma nell’appartamento e sorprendevano i due cittadini marocchini provenienti da Perugia intenti a fumarsi degli spinelli con delle dosi di hashish già pronte allo spaccio. La perquisizione all’appartamento permetteva di rinvenire altra droga in una macchina da cucire, un busta contenente grammi 50 di hashish già suddiviso in dosi occultata all’interno di un piedistallo in ceramica del lavandino del bagno, cocaina e pasticche di anfetamine di vario genere. Nel corso della perquisizione venivano inoltre sequestrate le somme di denaro di euro 20.000 e di euro 700, rispettivamente nella disponibilità del cittadino marocchino residente ad Arezzo e dei due connazionali di Perugia, provento dell’attività di spaccio dei soggetti in questione, nullafacenti e taluni censurati per analoghi reati. I tre sono stati arrestati per concorso in detenzione e spaccio di stupefacenti ed associati presso la Casa Circondariale di Firenze Solicciano, a disposizione del pubblico ministero Dott. Roberto Rossi che coordina le indagini.
Il cittadino marocchino residente ad Arezzo, molto probabilmente per aver libero accesso allo stadio e al camping nel contesto della manifestazione canora di cui sopra, era in possesso del braccialetto come quelli in dotazione agli organizzatori dell’evento musica. Non si esclude che i tre arrestati abbiano collegamenti con gli altri due cittadini marocchini arrestati nelle settimane scorse in Via della Pescaia e presso l’Ospedale, atteso che tutti gravitavano solitamente per la loro attività di spaccio nella zona dei Bastioni e in Piazza Sant’Agostino.