“Ringraziamo Luca Santini, Presidente dell’Unione dei Comuni del Casentino, per la disponibilità dimostrata in occasione della riunione sull’applicazione del contributo di bonifica nel comprensorio casentinese, è stato sicuramente avviato un tavolo comunicativo di grande validità che auspichiamo venga proseguito oltre che su questo, su ogni altro tema di interesse per le aziende, ad esempio, infrastrutture ed infostrutture – dice Patrizio Valentini, Presidente degli Industriali Casentinesi – premesso questo, vogliamo sottolineare la nostra diffusa preoccupazione per gli effetti negativi che l’incidenza degli oneri di varia natura, compreso quello in discussione, producono sui bilanci delle imprese in una fase congiunturale particolarmente difficile come quella che stiamo attraversando. Si tratta oltretutto di oneri che per loro stessa natura dovrebbero fare carico alla fiscalità generale, in quanto vengono utilizzati per sostenere interventi di natura pubblica e in certi casi vengono in parte già corrisposti ai Comuni tramite contributi specifici sulle aree edificabili” spiega Valentini. “Richiamiamo inoltre l’attenzione dell’Unione dei Comuni (ente impositore) sulla necessità di parametri di calcolo del contributo diversi da quelli attuali, per rispondere meglio a criteri di equità e di equilibrata distribuzione tra le diverse categorie di contribuenti, anche rispetto alla loro ubicazione: i contribuenti ubicati a “monte” risultano più penalizzati di quelli “a valle” in quanto le opere di bonifica e consolidamento del suolo sono più consistenti e impegnative nelle zone montane come il Casentino, ma diffondono i loro benefici effetti anche nelle aree di altri comprensori ubicati più a valle – continua Valentini – c’è inoltre necessità di pervenire in tempi rapidi ad un riordino della materia a livello regionale che porti alla semplificazione e razionalizzazione delle strutture deputate alla difesa del suolo e manutenzione del reticolo idraulico minore e alla riduzione dei loro costi di gestione. Questo consentirebbe di conseguire una più efficace azione di salvaguardia e difesa del suolo con un minor carico impositivo sui soggetti contribuenti”. Infine, un appello al confronto continuo, all’informazione e alla trasparenza “Abbiamo sollecitato, trovando condivisione nei nostri interlocutori, l’esigenza di proseguire il dialogo ed il confronto per approfondire meglio i meccanismi impositivi, formulare proposte correttive, assicurare un maggiore livello di informazione e trasparenza sulle attività e sugli interventi realizzati. Ciò consentirà di avere maggiori elementi di valutazione per una più approfondita verifica sul presupposto impositivo del tributo che, come risulta dal prevalente orientamento della giurisprudenza, sussiste alla condizione che gli immobili interessati abbiano conseguito un beneficio diretto dalle opere realizzate”.