Interrrogazione dei deputati Donella Mattesini e Rolando Nannicini ai Ministeri degli Interni e dell'Economia e finanze sulla vicenda Cassia Vetus di Castiglion Fibocchi.
I due parlamentari Pd ripercorrono l’intera storia e ricordano che “il 28 maggio 1999 fu costituita la società “Cassia Vetus”, con sede legale presso l’edificio scolastico ex scuole di Gello nel comune di Castiglion Fibocchi. Un’impresa partecipata al 51% dal comune di Castiglion Fibocchi, al 42% dalla società cooperativa Achille Grandi, al 5% dalla società cooperativa La Fonte e al 2% dalla Multiservice Società Cooperativa. Lo scopo era quello di gestire i servizi sociali ed assistenziali per il Comune e nel 2004 venne costruito un immobile in via Fracassi che fu inizialmente registrato come di proprietà della Iride SpA e successivamente trasferito alla stessa Cassia Vetus Euro 3000 con l’accensione di un mutuo che grava sull’immobile.
Le tappe successivo di questa vicenda: il 30 giugno 2005, con delibera del Consiglio Comunale di Castiglion Fibocchi , venne previsto un piano di ristrutturazione della Cassia Vetus; il 26 settembre dello stesso anno, e ancora con delibera consiliare, venne presentata una fidejussione in favore della società cooperativa Cassia Vetus Euro 3000. Durante il dibattito in Consiglio vennero espresse perplessità per questa scelta che prevedeva la totale esposizione del Comune, mentre sarebbe apparso opportuno e logico ripartire il rischio proporzionalmente tra i vari soci. Nel corso del 2007 e di varie sedute del Consiglio, fu esaminata ma non deliberata la possibilità, da parte del Comune, di rilevare tutte le quote di capitale della società Cassia Vertus. Nel marzo 2008 la sede legale della società passa da Gello a Via Fracassi e il 25 agosto di quell’anno, il Comune delibera di mettere in liquidazione la società, prevedendo la cessione dell’immobile mediante asta pubblica. Scelta che viene giustificata con l’alto costo sostenuto dall’amministrazione Comunale, pari a circa 90.000 euro all’anno, per cofinanziare le attività della società. Nel settembre del 2008 viene nominato il liquidatore il quale sembra che, nello stesso periodo, ricoprisse anche il ruolo di Revisore dei conti del Comune di Castiglion Fibocchi.
L’anno successivo e cioè nel 2009, i servizi resi al Comune da parte della Cassia Vetus 3000 (che erano l’oggetto sociale) vengono affidati alle società private Achille Grandi e La Fonte, le stesse che detengono le rimanenti quote di capitale della Cassia Vetus 3000 e che hanno la sede presso l’immobile di via Fracassi. Ilo 3 agosto 2009 venne siglata la compravendita dell’immobile di via Fracassi in favore del Vice Pesidente del Consiglio di amministazione di" Achille Grandi societa cooperativa sociale"con sede nella stessa via Fracassi n.10, anche se non risultano in Comune nè atti attestanti bandi di gara, aste pubbliche concluse nè stime redatte da tecnici qualificati.
Solo nel settembre 2010, un anno dopo l'avvenuta compravendita, spunta fuori una perizia di stima, fatta dal geometra incaricato nel periodo della compravendita dell’immobile che però riporta in calce il timbro dell'ordine dei geometri del 2010 (rettangolare) diverso da quello in uso nel 2009 che era tondo ed un bando di gara che non trova riscontro nè agli atti del Comune né nel contratto di compravendita, nè sugli organi di stampa o altro mezzo di pubblicità. Questa anomalia viene denunciata dalla componente di minoranza, senza di fatto ottenere nessuna risposta.
Lo stato patrimoniale della Cassia Vetus Euro 3000 al 22 dicembre 2010 ha evidenziato un totale debiti pari a 212.098,10 euro e che resta a carico del Comune anche la copertura della fidejussione del 2005 nei confronti del Monte dei Paschi di Siena che ha richiesto il pagamento di 92.631,24. Si ricorda anche che, con vertenza n. 2009/1042/MND la Procura Regionale Toscana della Corte dei Conti, ha aperto un’ indagine sulla Cassia Vetus, tramite la Guardia di Finanza e che sui fatti sopradescritti la Procura della Repubblica di Arezzo ha avviato una specifica indagine”.
Mattesini e Nannicini chiedono quindi “se codesti Ministeri, nella forma che riterranno più opportuna, intendono attivarsi al fine di accertare l'eventuale danno erariale nei confronti dell’Amministrazione comunale, atteso che, per i fatti in esame, la stessa dovrà far fronte ad una serie di spese ed in particolare al pagamento della fideiussione nei confronti della Banca creditrice per una cifra rilevante per il bilancio di un piccolo comune”.