Mark Cavendish ha colpito con tutta la sua potenza nella volata finale della seconda tappa della Tirreno-Adriatico, anticipata dal brivido di una caduta di gruppo che ha coinvolto o fermato un centinaio di corridori. Il leader del team Sky ha superato sul traguardo il lanciatissimo statunitense Tyler Ferrar e resistito alla rimonta di Oscar Freire. Un podio di prima classe ai piedi del quale sono rimasti per pochissimo Peter Sagan e Sacha Modolo, primo degli italiani. Nessuna novita' in classifica, con l'australiano Michael Goss (GreenEdge) sempre leader dopo la vittoria nella crono a squadre conquistata ieri. L'avvincente finale e' giunto al termine di una tappa, la seconda della corsa, adatta ai velocisti e disputata a ritmi lenti dal gruppo – Cavendish ha fermato il tempo a 6h32'32'' dopo 230 chilometri, alla media di 35,156 kmh – che ha accelerato solo nel finale. ''In una tappa cosi', con tanti velocisti di valore, all'inizio della stagione porta sempre un po' di nervosismo- ha commentato il ct degli azzurri, Paolo Bettini – Complimenti a Cavendish, lui e' il piu' forte. Bravo anche Modolo. Domani vedremo come andra' in un'altra tappa per velocisti''. La frazione e' stata segnata dalla lunghissima fuga di due italiani, Stefano Pirazzi (Colnago) e Diego Caccia (Farnese). I due hanno raggiunto un vantaggio di quasi otto minuti sul gruppo, che li ha controllati a distanza. Pirazzi si e' aggiudicato i due Gpm della giornata, a Volterra e Castellina in Chianti, ma dopo 200 chilometri di fatica insieme con Caccia si e' arreso al ritorno del gruppo, tirato dalla GreenEdge, e da quel momento le squadre dei velocisti hanno preso il sopravvento. Superato senza danni l'ultimo strappo, il plotone si รจ lanciato sul traguardo. Tra i ''superstiti'', Farrar ha dato tutto negli ultimi metri, ma non si aspettava che Cavendish, quinto della fila, riuscisse a sopravanzarlo, tirandosi dietro Freire. Bravo Modolo a tenere il passo dei migliori. Domani la terza tappa, la Indicatore -Terni, di 178 chilometri. Goss puo' aspirare a restare ancora maglia azzurra, in attesa delle montagne.