"Il Papa celebrerà un'unica messa, quella al Prato, mentre a La Verna farà visita alle suore clarisse ed ai frati minori. Poi a Sansepolcro, che festeggia il millenario dalla fondazione, incontrerà la piazza" queste le parole dell'Arcivescovo di Arezzo Riccardo Fontana in merito alla visita di Benedetto XVI nell'aretino, in programma il prossimo 13 maggio. Si aggiungono quindi altri dettagli. E non è finita qui. Man mano che l'atteso evento si avvicina aumentano i particolari. Il Santo Padre atterrerà con l'elicottero allo stadio cittadino dove ad attenderlo ci saranno oltre a monsignor Fontana, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, l'Ambasciatore italiano presso la Santa Sede, il Nunzio Apostolico e naturalmente le autorità locali. L'arrivo è previsto alle 9.30 e la Santa Messa sarà alle 10. L'ingresso dei fedeli al Prato, dove si svolgerà la liturgia, sarà consentito fino alle 8.30. Diecimila i posti a sedere, l'accoglienza è per trentamila presenze fino ad un massimo di 50mila totali. Il Papa attraverserà la città, come già anticipato nei giorni scorsi, perchè scopo della sua visita è proprio quello di incontrare la gente.
La messa appunto si svolgerà nella parte più alta della città, nel cuore di Arezzo e Benedetto XVI ha convocato tutti i vescovi della Toscana. Un'idea, quest'ultima, che come ha spiegato Fontana "è stata apprezzata anche da monsignor Betori, arcivescovo di Firenze, che ha detto di essere orientato verso la stessa scelta per il Convegno ecclesiastico nazionale in programma a Firenze per l'autunno del 2015, evitando quindi una location magari in un'area verde in periferia". Intanto oggi ad Arezzo doveva esserci il prefetto della casa pontificia per verificare il percorso tra la città, La Verna e Sansepolcro. Una visita rimandata a fine settimana a causa delle cattive condizioni meteo. Nel frattempo è stato avviato il restauro dell'Arca marmorea di San Donato, all'interno del Duomo, per mano degli stessi tecnici che si sono occupati della Torre di Pisa. Si tratta di esperti della Coobec, Cooperativa Beni Culturali, che sta lavorando sotto la supervisione della Soprintendenza. L'ultima volta l'Arca era stata restaurata in epoca napoleonica. Decisamente un pò di tempo fa. E come ha spiegato Fontana "Il Papa sarà il primo pellegrino che torna a fare il percorso medievale di venerazione a San Donato".
Ma le curiosità non sono finite qui. Il Santo Padre celebrerà la messa indossando un camice aretino del 1500 appositamente restaurato mentre per tutti i preti presenti una ditta di Sansepolcro, la "Cose di Lana", sta realizzando abiti ricamati con lo stesso decoro realizzato da Teofilo Torri nella cappella del vescovado.
Intanto la comunità aretina si prepara alla visita del Papa, come ha sottolineato Fontana mancano appena 67 giorni. Il primo appuntamento in attesa di Benedetto XVI è quello in programma venerdì, 9 marzo, alle 21 in Cattedrale. Sarà infatti ad Arezzo Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose, su invito delle Acli locali. "Ha accettato solo in seguito all'invito da parte di Monsignor Fontana dato che sono legati da una profonda amicizia" queste le prime parole del presidente aretino delle Acli, Enrico Fiore, in merito alla visita di Bianchi. "La scelta della Cattedrale è ottima dato che il priore di Bose ha speso la vita parlando dell'importanza del dialogo. Non c'è miglio luogo di incontro della chiesa. La presenza di Bianchi è fondamentale per aiutarci a riflettere e prepararci alla visita del Papa perchè tiene viva l'idea di un cattolicesimo pensante.
E la presenza del priore di Bose che come ha aggiunto l'arcivescovo "viene a parlare del rapporto tra chiesa e mondo" è perfettamente in linea con il taglio che la diocesi aretina ha voluto imprimere alla visita di Benedetto XVI. Come ha sottolineato ancora Fontana: "L'organizzazione passa dalle nostre 246 parrocchie perché deve esserci ampio spazio per tutti. Anche per coloro che vogliono solo guardare. Il Prato dovrà essere facilmente raggiungibile. I contenuti devono essere belli, per questo l'animazione liturgica è affidata ai cinque maggiori cori della diocesi guidati dal maestro Donati. Intanto i preti facendo visita nelle case per la benedizione dell'acqua Santa stanno portando un mio opuscolo, una lettera nella quale spiego i contenuti della visita del Papa. Il titolo è: Pietro viene a trovare Donato. Pietro naturalmente è il Santo Padre, Donato un soggetto collettivo e tre sono invece i regali che desideriamo fare al Pontefice. Il primo dono è il fascino di una chiesa millenaria. Abbiamo superato centinaia di disavvenure e non abbiamo paura, per questo diaciamo al Santo Padre: corraggio. Il secondo è l'impegno di una cattolicità matura. Quella aretina è una chiesa che si vuole impegnare in una dimensione del servizio che passa sempre per la carità. Il terzo sono le lacrime di Gesù per Gerusalemme, la città che non aveva capito. La chiesa aretina vuole rimettere le mani sul bene comune, è il momento di ripuntare sulla laicità".