Trend positivo per le vendite a prezzi scontati. Tra periodi di alto e basso è positivo il bilancio dei saldi invernali al termine dei due mesi di vendite a saldo. Un boom iniziale frenato però dalla crisi economica e dal maltempo in un momento in cui le aperture domenicali della grande distribuzione sono la minaccia per il commercio tradizionale.
“Per alcuni sembra il problema dell’economia – dichiara Stefano Micheli responsabile di Confesercenti – sia il fatto che a mancare sia il tempo per fare gli acquisti. In realtà a mancare sono i soldi. E nel periodo di crisi i saldi hanno in parte retto e quindi c’è soddisfazione tra i commercianti ormai costretti a combattere contro la crisi. A preoccupare è il fatto che l’avvio anticipato dei saldi e l’attesa dell’acquisto folle a prezzo scontatissimo metta in crisi il commercio nei periodi precedenti e successivi ai saldi”.
“In tempo di crisi economica – spiega Micheli – i saldi hanno funzionato proprio per la brusca frenata registrata nei mesi precedenti. Il rischio è che nei negozi si venda solo nei periodo durante il quale la merce viene proposta a prezzi scontati. L’esempio del Natale aretino, durante il quale in parte i consumatori hanno atteso i saldi per scambiarsi i regali, è eclatante ed è la spiegazione della piccola ripresa registrata nelle vendite durante il mese di gennaio”.
“L’effetto saldo – prosegue Micheli – si è concentrato nella prima settimana di avvio per poi affievolirsi ed è soprattutto nel settore abbigliamento che si registra un trend positivo che oscilla tra il 5 e il 10% in più rispetto all’anno passato. La categoria comunque non nasconde la preoccupazione legata al fatto che la clientela sta abbandonando gli acquisti durante la stagione vera e propria. Il rischio è che il momento di boom commerciale diventi il periodo di shopping a prezzo scontato. Una situazione complicata che rischia di peggiorare con le aperture domenicali”.