L’ospedale di Arezzo, assieme a quello del Valdarno, ha ottenuto dal Ministero della Sanità il “bollino rosa”: è il riconoscimento della qualità delle procedure e delle attività che i due presidi aretini dedicano alla donna. Giovedi 8 marzo all’Auditorium Pieraccini del San Donato, avrà luogo una iniziativa aperta al pubblico per illustrare proprio i percorsi individuati, studiati ed attuati per garantire alla donna, in qualsiasi età della sua esistenza, attenzioni appropriate a tutti gli aspetti derivanti dalla diversità di genere.
Un ospedale e una sanità a misura di donna.
Da giovedì mattina la targa che identifica il San Donato come meritevole del “bollino rosa” campeggerà su un totem collocato nella hall, sul quale sono indicati anche i progetti, le campagne e i percorsi che l’Azienda sanitaria dedica alla donna. Molti temi saranno poi trattati in forma divulgativa e di facile accesso per tutta la popolazione, a partire dalle 10,00 nell’Auditorium Pieraccini. Dopo l’introduzione del direttore sanitario del presidio, Grazia Campanile, sulle motivazioni che hanno indotto il Ministero a riconoscere il bollino rosa al San Donato, il professor Leonardo Bolognese illustrerà i percorsi attivati per la prevenzione del rischio cardiovascolare nella donna. A seguire, la dott.ssa Teresa Maurello presenterà la prevenzione del tumore al collo dell'utero (una ventina all’anno le donne colpite nella nostra provincia da questa patologia) e la vaccinazione contro il papilloma virus.
Si affronterà poi il delicato tema dell’emergenza, con una relazione del dr. Giovanni Iannelli, sulle peculiarità che portano tante donne al pronto soccorso e in particolare, con la dottoressa Silvia Gatto illustrerà il “codice rosa”, una particolare procedura destinata alle donne che subiscono violenza sotto ogni forma. La parte finale della mattinata sarà dedicata al percorso nascita, con l’intervento di Patrizia Petruccioli, sul percorso di mamma segreta (permette di partorire e di lasciare il neonato in ospedale senza riconoscerlo e quindi rendendolo adottabile) e sulla campagna di allattamento al seno. Infine, Maura Lodovici parlerà di buon uso del farmaco, per limitare al massimo un abuso che è promotore di conseguenze spesso maggiori del male che si intende curare.