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Le interrogazioni in Consiglio comunale

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Le interrogazioni in Consiglio comunale

Roberto Bardelli (Pdl)
1. “La malavita organizzata ad Arezzo preferisce non sparare ma agire dietro le quinte: siamo terzi a livelli nazionale per quantità di denaro sporco riciclato e anche il fenomeno dell'usura è ampio. Parlo non solo degli strozzini ma anche di quelle forme subdole di usura che schiacciano comunque. Un esempio? Eccolo: spesso Equitalia invia lettere di recupero crediti alle persone usurate quando magari hanno appena riottenuto un minimo di liquidità. Insieme ad altre persone, sono partecipe di un progetto che è riuscito a costituire uno sportello gratuito a favore di cittadini e imprese vessate. Chiedo se il Sindaco, a cui posso fornire i dati dell'attività di questo sportello, è a conoscenza di questa situazione e quali misure intende adottare nel corso del suo mandato per fronteggiarla”.
2. “Il 10 marzo 1959 il risentimento del popolo tibetano sfociò in aperta rivolta dopo 9 anni di occupazione militare del governo comunista cinese: 87.000 cittadini tibetani vennero uccisi, il Dalia Lama fu costretto all'esilio insieme a migliaia di connazionali. La rivolta di Lhasa fu una pagina gloriosa di libertà. Ancora oggi la politica di repressione del governo comunista cinese è feroce, Pechino è insensibile a ogni protesta internazionale. Chiedo che il 10 marzo prossimo sia esposta in palazzo comunale la bandiera del Tibet libero”.
Il Sindaco Giuseppe Fanfani ha confermato che verrà fatto.
3. “Da circa due settimane è partito un nuovo servizio Usl chiamato 'automedica' che a nostro parere presenta molte lacune: quando si presenta un 'codice giallo', a rischio vita non imminente, parte l'ambulanza con i soccorritori volontari, quindi né medico né infermiere. All'arrivo i volontari fanno una valutazione del caso e in via telefonica parlano con l'infermiere del 118 che decide se inviare l'automedica. I volontari non hanno titolo professionale e si prendono una grande responsabilità. Nelle ore notturne prima c'erano tre medici, con le nuove ce n'è solo uno per Arezzo, Subbiano e Monte San Savino. In ultimo faccio notare che con questo sistema nessuna delle persone soccorse viene lasciata al proprio domicilio ma viene portata al pronto soccorso”.

Ecco al risposta dell'assessore alle politiche sociali Lucia De Robertis: “per l’area aretina, che comprende i comuni di Arezzo, Civitella, Monte San Savino, Capolona e Subbiano, il progetto Asl non prevede in alcun modo lo smantellamento del servizio 118. Le ambulanze in servizio nelle ore notturne, dalle 20 alle 8, sono cinque: due ad Arezzo, una con medico e una con infermiere, una a Subbiano, con infermiere, una a Monte San Savino, con infermiere, e una a Civitella della Chiana, di tipo Blsd, cioè con volontari che hanno svolto il corso per l’utilizzo anche del defibrillatore. La Asl ha già illustrato il progetto 'automedica' alla Conferenza dei sindaci. È in corso la gara ed è già pronto lo schema organizzativo. Nel frattempo, anche se ciò determina piccoli costi aggiuntivi, la mancanza dell’automedica viene compensata con il mantenimento in servizio notturno di due ambulanze, una con medico e l’altra con infermiere a bordo. In particolare, l'automedica è una vettura attrezzata con a bordo un medico e un infermiere specializzato che effettuano la diagnosi, prestano le cure sul posto e organizzano il servizio di trasferimento con l’ambulanza tradizionale che nel frattempo giunge sul posto. L'intento è aumentare il numero degli interventi, passando da uno a tre o quattro ogni ora e migliorare il servizio, dando maggiori garanzie di efficienza. Sull'organizzazione del servizio posso dire che si tratta di due automezzi a trazione integrale permanente muniti di tutte le attrezzature necessarie, dagli strumenti per la rianimazione cardiopolmonare, al life pack 15 per la trasmissione dei tracciati cardiaci al cardiologo guardia in Utic 24 ore su 24, dall’ossigeno alla tavola spinale, fino a tutto quel materiale di prima necessità che serve nelle condizioni più diverse e spesso estreme. Quando la centrale 118 riceve una richiesta di soccorso per un codice maggiore dall’area urbana, parte subito l’automedica, e in contemporanea al seguito un'ambulanza con gli operatori della associazioni di volontariato o della Croce Rossa. Quando il paziente stabilizzato viene affidato all’equipaggio dell’ambulanza l’automedica può già intervenire su un altro servizio, rispondere a un’altra chiamata di soccorso, mentre sino a oggi medico o infermiere sarebbero rimasti bloccati sull’ambulanza impegnata nel trasferimento del paziente al pronto soccorso.
Pur avendo un'automedica in attività sulle 24 ore, la centrale 118 è stata dotata di una seconda automedica, identica per attrezzature e potenzialità alla prima, raddoppiando così le possibilità di intervento. Lo scopo è chiaro: se la prima automedica si trova impegnata in un servizio che richiede più tempo, o magari è molto distante, come a volte accade intervenendo in autostrada, l’organizzazione del personale del 118, consente di allestire un altro equipaggio che, in emergenza, sale sulla seconda automedica e interviene”.
Luigi Lucherini (Progetto per Arezzo)
“A San Zeno, in zona industriale, è stata realizzata una pista ciclabile che non è mai stata utilizzata. Anche se i ciclisti volessero farlo non potrebbero perché è usata come parcheggio, vi sono isole ecologiche e perfino una piccola discarica abusiva. Siccome c'è notizia che la viabilità della zona verrà rifatta, chiedo almeno di eliminare questo controsenso, ovvero una pista ciclabile che tale non è, a cominciare dalla rimozione del cartello di pista ciclabile, oggetto di ironia peraltro di vettori che trasportano la merce alle ditte del luogo”.
Alessio Mattesini (Pdl):
“Ritengo che quanto appare nei giornali debba essere condiviso con i consiglieri comunali. Quindi: quali colloqui si sono svolti fra amministrazione e fondazione Arezzo Wave, qual è il loro contenuto? Vorremo conoscere i costi e i benefici dell'operazione 'ritorno'. E del campeggio chi se ne occuperà? Nell'ultima edizione cittadina di Arezzo Wave c'è stato un fatto di cronaca grave legato alla morte di un ospite. C'è veramente bisogno di questa manifestazione?”.

Ecco la risposa dell'assessore alla cultura Pasquale Macrì: “gran parte della città vuole Arezzo Wave, ho potuto appurarlo grazie ai colloqui continui che vanno avanti da alcuni giorni. In merito ai costi, gli uffici stanno perfezionando le loro valutazioni per fornirmi risposta. Le sedi che ci ha richiesto la Fawi sono: stadio, il parco del Pionta e l'anfiteatro. L'unica sede dove il Comune ha pertinenza è lo stadio ed è in relazione a questo che potremo misurare il nostro impegno economico. L'anfiteatro è gestito dalla Soprintendenza archeologica che ha messo a bando questo spazio: sarà difficile per il Comune parteciparvi, dunque saremo costretti a trovare un'altra sede per gli spettacoli estivi. Il Pionta è di proprietà della Usl. Il nodo campeggio: nelle ultime tre edizioni sono passati annualmente 400 campeggiatori, secondo i dati dei giornali della Puglia e del 'Tirreno'. Il Comune non assumerà la gestione diretta del campeggio e devo dire che non ci è stato richiesto. Ci hanno detto invece che vorrebbero dividere queste 400 persone fra più strutture private. Per quanto riguarda i problemi di ordine pubblico se ne farà carico l'autorità di pubblica sicurezza”.

Gianni Cantaloni (Pdl)
“Chiedo che sia acquisito il parere degli abitanti della zona Giotto e di Saione. L'impatto di Arezzo Wave, anche solo per gli aspetti legati alla sicurezza, è notevole. Senza considerare che i costi fuori bilancio saranno di sicuro da affrontare”.
Marco Tulli (Sel)
1. “Viste le problematiche della mobilità urbana, su quali iniziative e progetti attuali i residenti del centro storico sono coinvolti e possono dire la loro e quali sono i progetti di pedonalizzazione e mobilità per questa zona della città elaborati in passato. Chiedo di poterli consultare”.
2. “L'apertura libera degli esercizi commerciali comporta una serie di conseguenze: i lavoratori dei centri commerciali saranno costretti a lavorare di domenica. I negozi di vicinato e i piccoli esercizi non potranno reggere questa nuova articolazione oraria. Ci sarà un'ulteriore omologazione dell'offerta distributiva. Stanno cercando di picconare pezzo a pezzo ogni diritto acquisito: questo appartiene a una ideologia perché non esiste alcuna teoria economica scientifica che ci dice che la liberalizzazione estrema e la crescita produttiva senza limiti siano una buona cosa. La popolazione così verrà dirottata anche la domenica verso le aree periferiche dove i grandi centri commerciali sono ubicati, a danno del centro storico”.
L'assessore alle attività produttive Michele Colangelo: “cinque Regioni hanno fatto ricorso alla Corte Costituzionale avverso questa decisione del governo. Siamo dunque nel mezzo di un contenzioso: ad aprile dovremmo arrivare a sentenza. La legge regionale che regolamentava gli orari è del 2005. Sulla base di questa legge è nata una concertazione che come risultato ad Arezzo ha dato: orari differenziati fra centro storico e grande distribuzione. Il decreto Monti dice di intervenire sulla questione non tanto degli orari quanto della liberalizzazione ed è qui che è sorto il conflitto istituzionale con le Regioni, ad esempio la Toscana, che accusano il governo di incidere sulla loro competenza legislativa. I nuovi accordi che abbiamo cercato di promuovere, non solo noi peraltro, non sono andati a buon fine. Anche la giurisprudenza dei Tar ci ha consigliato un approccio prudente, di attesa della sentenza della Corte Costituzionale”.

Luigi Scatizzi (Nuovo polo per Arezzo)

“Sarebbe necessaria una maggiore disponibilità da parte degli istituti di credito per assistere l'economia aretina. Analisi specifiche sottolineano una riduzione sensibile del credito nel mese di dicembre rispetto a novembre e anche dove i finanziamenti vengono erogati i tassi finali sono incrementati. Chiedo al sindaco se non sia il caso di convocare un incontro con i principali istituti bancari e finanziari della nostra città al fine di sollecitarli a una maggiore propensione al finanziamento delle imprese”.

Daniele Farsetti (Movimento 5 stelle)

Il parcheggio Mecenate è costato 4.132.000 euro: tre piani di 5.200 metri quadrati ciascuno, 476 i posti auto complessivi. Doveva essere uno dei fulcri della nuova viabilità cittadina, anche grazie alla fantomatica Lancetta, il servizio di bus che è partito prima della realizzazione del parcheggio ed è sparito non è appena è stato aperto. Un tempismo veramente 'riuscito'.
Altri dati: 36.770 euro riscossi nei primi 5 mesi, solo 152 gli abbonamenti, 28 quelli sottoscritti dai pendolari, quindi il parcheggio ha dimostrato che non è utile per quest'ultima categoria di utenti. Insomma: 84 auto al giorno, 3 auto all'ora. Considerato poi tutti gli eventi di questi mesi, fiere, circo, luna park, feste natalizie, occasioni potenziali di utilizzo massiccio del 'Mecenate', chiediamo come tale conto economico possa sostenere il leasing contratto da Atam spa. Immagino che la differenza dovrà essere tratta dalle tasche dei cittadini”.
Il Sindaco Fanfani ha ribadito la necessità di dare tempo al tempo. “Valutare l'efficacia di una struttura del genere al di fuori del contesto complessivo non è poi corretto: e il contesto complessivo è il completamento dei parcheggi intorno alla cinta muraria: scale mobili e scambiatore di via Tarlati, acquisizione del parcheggio ex Garbasso, parcheggio dell'ospedale, 'Mecenate', acquisizione del parcheggio delle Ferrovie, con le quali è aperto un contenzioso, parcheggio Baldaccio. A proposito di ospedale, la relativa struttura per la sosta sarà aperta il 10 marzo. Costerà un euro al giorno. Con questo sistema vogliamo dare modo di maturare una vera e propria rivoluzione nelle abitudini”.
Lucio Bianchi (Movimento 5 stelle):
“Quali incentivi e sconti sono previsti per la promozione dei nuovi centri di raccolta di Tramarino e Mulinaccio? Come coinvolgere i cittadini nel raddoppio paventato dell'inceneritore? Avete la volontà di implementare il 'porta a porta' e limitare i danni alla salute e all'ambiente che solo una strategia 'rifiuti zero' può portare?”.
Francesco Francini (Pdl)
“Abbiamo appreso di un contenzioso fra una società e il Comune per la realizzazione di una grande struttura di vendita. La pratica era stata depositata al Suap ma a essa è stato dato parere negativo. La società ha già speso molto per l'acquisto dell'area, l'opera potrebbe avere positive ricadute occupazionali, quindi perché è stato dato diniego alla richiesta?”.