"Sono numerose le fermate del servizio urbano ed extraurbano non in sicurezza. In molti casi quando gli utenti scendono dall'autobus non hanno neppure lo spazio per fermarsi per poi attraversare la strada" E' questo il primo commento che Alfonso Marzi della Uiltrasporti ha rilasciato proprio davanti alla fermata de La Pazienza. Una fermata nella quale qualche anno fa una ragazzina, dopo essere scesa dal bus, è stata investita da un camion che sopraggiungeva dalla direzione opposta. La vicenda si è risolta per la bimba, che all'epoca aveva undici anni, dopo un lungo ricovero in ospedale ed adesso è approdata nelle aule di tribunale. Infatti è stato rinviato a giudizio non solo l'investitore ma anche l'autista dell'autobus. Una decisione quella presa dal Gip fortemente contestata dagli autisti Tiemme che parlano attraverso i sindacati. "L'incidente per il quale stanno colpevolizzando l'autista – continua Marzi – è singolare perchè associano il sistema di trasporto di linea allo scuolabus quando invece è molto diverso. Infatti nello scuolabus deve esserci un addetto che aiuta il conducente a far scendere e salire i bambini e ad affidarli ai genitori, nel trasporto pubblico di linea invece questo non è contemplato dalla legge. A questo punto – insiste Marzi – vorrei chiedere a Carlo Maria Scipio (procuratore capo di Arezzo nonché titolare dell'inchiesta sull'incidente) che prima di colpevolizzare un'autista e portarlo a giudizio si dovrebbe informare sulle leggi vigenti nella nazione che rappresenta. Inoltre, se questa fermata è pericolosa non capiamo perché in due anni non è stata soppressa. I passeggeri hanno continuato da utilizzarla quindi è stata messa a repentaglio la loro sicurezza". A questo punto interviene anche Luca Attoniti della Cisl: "Il conducente ha solo la responsabilità di trasportare come vettore l'utente da palina a palina. La fermata de La Pazienza è codificata nel contratto di servizio e dalla motorizzazione o comunque dal Comune e dalla Municipale perciò non crediamo ci siano responsabilità del conducente. In provincia di Arezzo ci sono molte fermate senza spazi per la discesa degli utenti, quindi riteniamo opportuno che venga fatto un sopralluogo per verificare che ci siano spazi a norma in prossimità delle soste degli autobus per mettere in sicurezza la discesa dei passeggeri. Putroppo, quasi nessuna palina è a norma".
Un problema quello delle fermate in scarsa sicurezza sottolineato anche dagli utenti come conclude lo stesso Marzi. "Siamo qui anche per perorare i diritti dei passeggeri che si lamentano. Inoltre, vorrei spezzare una lancia a favore dell'azienda, la Tiemme, che si è prodigata per salvaguardare l'autista rinviato a giudizio mettendo a disposizione un suo avvocato".