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Salvato bimbo di 11anni grazie al pronto intervento del 118

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Salvato bimbo di 11anni grazie al pronto intervento del 118

Questa è una notizia che inizia con un augurio: è per Andrey, un bambino di 11 anni, che da ieri si trova a Bologna nel centro di cardiochirurgia del Sant’Orsola in attesa di un importante intervento chirurgico. Gli auguri arrivano dal personale della Rianimazione del San Donato che ha avuto questo bambino ricoverato per 5 giorni prima di trasferirlo a Bologna.

“Una vicenda da raccontare – spiega il direttore della Rianimazione, Claudia Recine – perché sta a dimostrare che lavorando al miglioramento continuo dei modelli organizzativi, si possono salvare sempre più vite umane, ad iniziare da quelle di bambini come Andrey”.

Il piccolo, qualche giorno fa, si trovava in auto con la mamma, quando un improvviso malore ha messo a repentaglio la sua vita. La donna si è subito fermata ed ha chiamato il 118, spiegando la situazione. I sanitari hanno raggiunto l’auto che si trovava nel centro cittadino ed il medico ha provveduto immediatamente sul posto a prestare le cure necessarie, ridando ossigeno ai polmoni del piccolo paziente, prima di trasferirlo in ospedale.

“Voglio sottolineare – commenta Claudia Recine – che si è trattato di una manovra vitale e di primaria importanza per il futuro del bambino. Se non si fosse provveduto subito a ridare ossigeno al piccolo, con ogni probabilità, oggi potremmo trovarci di fronte ad una vita persa”.

Quando l’undicenne giunge al pronto soccorso, i rianimatori che erano stati allertati dal 118, contattano il Mayer per valutare l’eventuale trasferimento a Firenze, ma viene deciso di lasciarlo ad Arezzo per non correre rischi. Successivamente, i sanitari della rianimazione consultano gli specialisti di Bologna, già al corrente delle condizioni cliniche del bambino, e decidono di sottoporlo a terapia di ipotermia. Una metodica assai innovativa e particolarmente efficace nel recupero neurologico dei soggetti dopo crisi cardiaca.

“24 ore di attesa con un monitoraggio continuo – racconta ancora la dottoressa Recine – per accertare alla fine che, grazie alla tempestività del 118 ed alle scelte terapeutiche adottate in rianimazione, non c’erano stati danni neurologici. A quel punto, sempre in accordo con il Mayer e con il centro di cardiochirgia di Bologna, è stato deciso il suo trasferimento nel capoluogo emiliano”.