Home Cronaca ‘Sentenza definitiva per Spaccarotella – Noi non la condividiamo!’

‘Sentenza definitiva per Spaccarotella – Noi non la condividiamo!’

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‘Sentenza definitiva per Spaccarotella – Noi non la condividiamo!’

Le sentenze si rispettano, ma non possiamo che rimanere attoniti da quella che ha condannato il nostro collega Luigi Spaccarotella ad una pena imposta da un’attenzione mediatica cui, pure, il Giudice di primo grado non aveva lasciato spazi.
Pare incredibile che si sia voluto ritenere che Spaccarotella potesse avere un qualsiasi interesse nel causare la morte di Gabriele Sandri, piuttosto che riconoscere che lo stesso possa invece essere stato, come è effettivamente stato, vittima cosciente di una valutazione errata, dettata dalla impellente necessità di fare fino in fondo il proprio dovere, decidendo in pochi secondi di garantire l’interruzione di una azione
criminosa in atto e di assicurare alla giustizia i responsabili della commissione di gravi reati, perpetrati immediatamente prima.
Ritenere che un Tutore dell’ordine possa avere un benché minimo interesse personale nei vari interventi di repressione dei reati – unica circostanza utile ad affermare il dolo eventuale – è cosa che va dimostrata: e ciò è arduo se si pensa che quasi sempre il Tutore dell’ordine non conosce neppure le persone che si trova a fronteggiare. Come si può, pertanto, anche solo ipotizzare un interesse personale che possa dar
luogo alla precisa volontà di uccidere?
Spaccarotella ha sicuramente fatto una valutazione sbagliata che ha provocato la morte di una persona, un evento che qualunque poliziotto, avvezzo a portare con licenza di utilizzo un’arma, paventa più di qualunque altro, essendo ben conscio, per cultura professionale, di quanto dolorose siano le ricadute anche sulla propria coscienza in caso di tali accadimenti.
Era opinione di tutti – ed in tal senso, con equilibrio e senso dello Stato, il Giudice di primo grado aveva sentenziato – che Spaccarotella avesse fatto uno sbaglio e che avrebbe dovuto pagare, anche caramente, per la leggerezza di cui è stato vittima, ma solo per senso del dovere.
Ma ogni rappresentante delle Forze dell’Ordine ha ben capito, a questo punto, che al violento attacco mediatico finalizzato alla condanna di un disgraziato e della sua famiglia – senza con ciò voler dimenticare la vittima che, a prescindere da ciò che aveva commesso, non avrebbe dovuto subire le conseguenza di un gesto scellerato – non si è contrapposta la minima volontà dello Stato di garantire una sentenza giusta ad un
suo Servitore che aveva commesso un errore: dai gravi effetti, ma pur sempre un errore, scevro da ogni volontà di togliere la vita ad una persona peraltro sconosciuta. E ciò in un momento nel quale, sia pure giustamente, lo stesso Stato dedica tanta attenzione a coloro i quali si trovano in prigione per aver voluto, loro veramente, compiere reati anche molto gravi.
Va da se che la conseguenza più immediata sull’opera quotidiana di contrasto al crimine – anche se altri non avranno mai il coraggio di affermare ciò – consisterà nella reale possibilità che, in futuro, l’azione di contrasto agli atti di violenza da parte dei singoli rappresentanti delle Forze dell’Ordine potrebbe essere meno incisiva ed efficace, con concreto danno per tutti i cittadini. Ciò per via della grande cautela che ogni
poliziotto, carabiniere ecc. porrà in essere nella calibrazione dei suoi futuri interventi: essere condannati per superficialità è un conto…… essere additati come assassini prezzolati è un altro!!!!!

La Segreteria Provinciale del COISP di Arezzo
Il Segretario Generale Provinciale Martini Iuri

Articlolo scritto da: COISP di Arezzo