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Casentino, freno tirato per i saldi

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Zoppicano i saldi in Casentino. Crisi e maltempo frenano in modo brusco lo shopping tra le vetrine. Secondo una indagine di Confesercenti tra gli esercenti della vallata, le vendite di fine stagione non stanno andando bene. Dopo un mese dallo sprint i registratori di cassa si sono fermati complice il maltempo che assieme allea situazione di incertezza economica non spinge i consumatori a fare acquisti neppure a prezzi scontati.
“I dati – spiega Sara Livi responsabile di Confesercenti dell’area Casentino – non sono entusiasmanti. Intimo, abbigliamento e calzature sono i settori che inizialmente hanno registrato un picco anche se la maggior parte dei commercianti segnala che gli incassi sono inferiori rispetto a quelli dell’anno precedente”.
“Il boom di acquisto dei primi giorni di saldo – aggiunge Livi – probabilmente è riconducibile alla battuta d’arresto registrata nel periodo natalizio. Con l’avvio dei saldi ad inizio gennaio le famiglie avevano in tasca il tesoretto accumulato durante le festività natalizie. Una volta speso per acquistare il capo avvistato nei giorni precedenti, i portafogli si sono chiusi di nuovo. Adesso il maltempo ha allontanato ancora di più i consumatori dalle vetrine. L’auspicio, per le prossime settimane, è che riparta la corsa allo shopping. Ci sono ancora trenta giorni di acquisti a prezzo scontato prima di lanciare le collezioni primavera estate e numerosissime sono le occasioni al’interno dei negozi della vallata”.
Intanto l’associazione di categoria, anche in considerazione delle nuove normative prosegue a segnalare che “si continua a sbagliare”. “Anche sulla paventata deregulation saldi – prosegue Sara Livi – riteniamo che sia una opportunità in meno sia per i cittadini che per i turisti. Gli annunci sulle liberalizzazioni che si susseguono fanno emergere solo un dato allarmante ed inconfutabile: le Pmi del commercio continuano ad essere penalizzate. La deregulation dei saldi significa far sparire opportunità e con un solo provvedimento sbagliato si colpiranno due settori: quello del commercio e quello del turismo. La nostra preoccupazione è che si finisca per favorire solo la grande distribuzione, imboccando una strada che porterà ad un commercio con molte meno piccole medie imprese. La nostra associazione per questo è impegnata a livello nazionale per sostenere le ragioni di quanti alzano le saracinesche quotidianamente tenendo in vita i centri storici e le frazioni di numerosissime città e paesi”.