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Il Blue Book promuove Nuove Acque

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Il Blue Book promuove Nuove Acque

L’inizio e la fine di un anno sono tipicamente l’occasione per stilare un bilancio di quanto è stato raggiunto e anche sulla base di questi risultati viene effettuata la programmazione futura. Nuove Acque non è esente da questo meccanismo e per correttezza e trasparenza verso i propri utenti ha deciso di rendere noti i risultati che sono emersi da un recente studio, considerato il vero e proprio censimento del Servizio Idrico Integrato in Italia: il Blue Book 2011.

Si tratta di un’analisi comparata promossa dall’ANEA, l’Associazione delle Autorità di Ambito Territoriali, e dall’Istituto di ricerca Utilitatis di Roma su 83 ambiti che comprendono una popolazione di 53,9 milioni di abitanti, analisi che è giunta alla settima edizione, rafforzando nel tempo la sua credibilità.

Il Blue Book va ad analizzare a 360° sia aspetti relativi alle differenti forme di gestione che aspetti più tecnici, dai costi per gli utenti agli investimenti effettuati dai gestori, passando per la qualità del servizio erogato.

In sintesi, questo il profilo che emerge per il Sistema Idrico Integrato dell’Aato 4 Alto Valdarno e quindi per il gestore Nuove Acque:

un’avanzata pianificazione degli investimenti con un volume superiore alla media
gli standard di servizio tra i migliori d’Italia
costi operativi inferiori alla media del settore
degli indici di solidità economica e finanziaria piuttosto elevati

Nel dettaglio, analizzando gli investimenti programmati da Nuove Acque emerge il dato di 14,84 euro/mc per volumi annui erogati, rispetto ad una media italiana di 9,09 e toscana di 8,33. Per fare un paragone, Nuove Acque realizza investimenti pari a quasi tre volte tanto quelli realizzati in Lombardia, prendendo il valore medio tra tutti gli Aato, ovvero 5,87 euro/mc, che risulta tra l’altro il valore più basso di tutta la penisola. Per leggere bene questo dato, è necessario tenere presente il territorio gestito e lo stato di salute degli impianti e delle reti, così come la tipologia di utenti. Nello specifico, Nuove Acque serve soprattutto utenze domestiche con consumi medi bassi.

Bene anche sul fronte dei costi operativi, che comprendono la gestione del personale, i costi per servizi (energia elettrica, rifiuti) e la manutenzione ordinaria. Prendendo come contesto la categoria degli Aato di medie dimensioni, Nuove Acque riporta un costo inferiore rispetto alla media degli altri Ambiti territoriali: 0,95 euro/mc a fronte di 1,061 di media. Detto in altre parole, ciò corrisponde ad una gestione aziendale virtuosa e sana.

Un dato interessante per il territorio servito è quello relativo al canone di concessione, ovvero la quota che Nuove Acque corrisponde ai proprietari delle infrastrutture (reti e impianti) ovvero i singoli Comuni riuniti nell’Aato. In pratica una sorta di affitto che viene pagato per svolgere la propria attività e che ricade economicamente interamente sul territorio. Andando ai numeri, il canone di concessione pagato da Nuove Acque è tra i primi dieci d’Italia con 0,3 euro a mc, ben superiore alla media nazionale di 0,12 euro a mc.

Passando ad analizzare i servizi offerti, sono tutti collocati fra i migliori d’Italia:

7 giorni per l’allacciamento all’acquedotto, Nuove Acque è la terza in Italia, a fronte di una media nazionale di circa 30 giorni, con un massimo di 90 a Bergamo e in Puglia
prima in Italia per l’attivazione della fornitura con 1 solo giorno, contro 9 di media
prima ancora per le risposte alle richieste scritte degli utenti con 7 giorni, invece che 24 di media
infine ancora prima per i tempi di preventivazione per lavori complessi con 5 giorni a fronte di 20 giorni di media nazionale

Su questo quadro complessivo, un ragionamento a parte lo merita la tariffa che se non risulta tra le più basse, non è nemmeno tra le più elevate, a fronte tuttavia di quanto è emerso finora: un elevato standard di servizio ed investimenti ben oltre la media, finanziati proprio tramite la tariffa.