Avevano trasformato un angolo di paradiso nei boschi di Cavriglia in un vero e proprio inferno. Infatti il Corpo Forestale dello Stato ha scoperto in località La Fornace oltre 60 strutture agricole realizzate nel bosco senza alcuna autorizzazione. E’ quindi scattata la denuncia per 26 cittadini con l’hobby dell’orticoltura e dell’allevamento di animali da cortile.
Tutte le strutture sono state fatte sgombrare e l'area naturale, di grandissimo pregio e che versava da tempo in condizioni di degrado proprio a causa degli abusi realizzati, è stata risanata.
L’operazione, durata alcuni mesi, è stata coordinata dal pubblico ministero Elisabetta Iannelli e condotta agenti del Nucleo Operativo Speciale di Arezzo, con l’indispensabile collaborazione dell’Amministrazione comunale di Cavriglia.
Le opere abusive erano state realizzate in terreni dell’Istituto Diocesano del Sostentamento del Clero di Fiesole, ovviamente senza il consenso di questo Ente, che aveva soltanto concesso in affitto alcuni piccoli appezzamenti per scopi agricoli.
Tra gli abusi accertati spiccano, assolutamente in senso negativo, 34 baracche in legno di superficie in pianta dai 5 a 36 metri quadrati, alte circa 2 metri, con copertura in metallo o Pvc ondulato, che appoggiavano in molti casi su platee in cemento.
Ma non è finita qui. Gli uomini della Forestale hanno trovato anche 16 ricoveri per animali da cortile e domestici (voliere, cucce ecc.), 14 tettoie in legno, 3 box in metallo e altre opere di vario genere, come una serra e un caminetto in muratura. Ed anche un container lungo 12 metri utilizzato come deposito e un grande garage in lamiera metallica con dentro un autocarro.
A completare il desolante quadro nella stessa area c'erano anche sparse alcune carcasse di autoveicoli e motoveicoli in stato di abbandono e ormai da rottamare.
A questo punto i ventisei denunciati dovranno rispondere di reati quali l’abuso edilizio in aree sottoposte a vincolo paesaggistico e il deturpamento di bellezze naturali.
Ma l'operazione della Forestale non mirava tanto a punire cittadini amanti del lavoro all’aria aperta e dei cibi genuini, quanto a preservare dal degrado una vasta area boschiva. Un obiettivo che è stato raggiunto.
A questo proposito è da sottolineare che è allo studio da parte del Comune di Cavriglia, su proposta della Diocesi di Fiesole, la realizzazione di orti sociali attrezzati in aree agricole idonee, nei quali i cittadini di Cavriglia potranno esercitare il loro hobby in modo legale e rispettoso dell’ambiente naturale.


Articlolo scritto da: Cm