L’associazione Castelsecco e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, rappresentata dall’architetto Cesare Cantucci, hanno presentato stamani, nell’area archeologica, la mostra “Museo en plain air”, 5 bronzi monumentali di Amalia Ciardi Duprè che fanno da ideale cornice alla Chiesetta che adesso ospita un eccezionale Presepe, anche questo frutto del lavoro e dell’ingegno della Duprè. La mostra dei bronzi resterà aperta fino al 31 ottobre del prossimo anno mentre il Presepe, realizzato in collaborazione anche con l’Associazione Tutela Val di Chiana, verrà ovviamente riposto al termine delle festività.
“Dopo la presentazione dell’area del 14 ottobre – afferma Maria Grazia Tonioni, Presidente dell’Associazione Castelsecco – molti tra cittadini, scuole e associazioni hanno riscoperto la magia del Colle Sacro degli Etruschi che ora è degno di essere visitato. E se ne sono innamorati. Molti si sono iscritti all’associazione non solo per sostenerla ma anche per dare il loro contributo al proseguimento del progetto. Il “Museo en plain air”, con l’esposizione di 5 bronzi monumentali di Amalia Ciardi Duprè su soggetto mitologico, risponde alla logica di creare eventi che possano ulteriormente incentivare le visite a Castelsecco. Non è un caso che i grandi bronzi monumentali siano di proprietà dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, che è il finanziatore del progetto e che lo stesso li abbia messi a disposizione per rimarcare quanto creda nella realizzazione del Parco Archeologico e Naturalistico di Castelsecco”.
Profilo di Amalia Ciardi Duprè
Amalia Ciardi Duprè è un’artista fiorentina, pronipote del celebre scultore dell’Ottocento Giovanni Duprè, capace di operare una felice sintesi fra l’ascetica tradizione romanico-gotica e le innovazioni dell’Umanesimo rinascimentale donatelliano, per approdare, attraverso la lezione dei maestri del Novecento quali Arturo Martini, Marino Marini e Giacomo Manzù, a una cifra stilistica originale ove la linearità e morbidezza classiche si sposano con accenti espressionistici e simbolici.
Schede dei 5 bronzi monumentali su soggetto mitologico di Amalia Duprè
Orfeo ed Euridice
Secondo la leggenda, al suono melodioso della voce e della musica di Orfeo si placano gli animali e gli uomini più feroci. Si narra che alla morte della sua giovane sposa Euridice, Orfeo disperato decide di scendere nel regno dei morti per cercarla. Con il suo canto melodioso riesce a commuovere le divinità degli inferi che lasciano andare la fanciulla a patto però che Orfeo non cerchi di guardarla prima di giungere alla luce del sole. Ormai vicino alla meta, Orfeo cedendo alla debolezza e al desiderio di rivedere la sposa, si volge. Euridice sparisce all’improvviso tra le nebbie infernali ed Orfeo disperato e solo fa ritorno alla sua terra.
Madre Terra
I miti che riguardano la “Madre Terra”, la grande Madre Mediterranea, ipotizzano che immediatamente prima della storia scritta, ci sia stato un lungo periodo di matriarcato. Con la stanzialità e l’agricoltura diventa la semina ed il raccolto di cui si occupano donne e piccoli. Agli uomini resta la caccia. L’unione donna-madre-terra si consolida e si cementa; da questa nasce la “grande” Dea Mediterranea. La terra grata che riceve il seme fecondo, a primavera dà il figlio germoglio, così come la donna fecondata germoglia col figlio, nove mesi dopo.
Venere
La dea nata dalle onde del mare è spesso accompagnata da animali che formano il suo seguito, come colombe, passeri, ecc. Alla dea dell’Amore, sposa di Vulcano, dio del Fuoco, il mito attribuì numerosi amori, come Marte, dio della Guerra, dalla loro unione si dice sia nato Amore. Famoso amante di Venere è anche Adone, protagonista di miti e racconti che hanno affascinato artisti e poeti. Venere, il mito per eccellenza che incarna tutta l’umana bellezza e debolezza ma anche una libertà istintiva e sconfinata data dal mare da cui è nata e che ne custodisce gelosamente il mito.
Giuditta ed Oloferne
Il generale Oloferne, alla testa di un potente esercito, cinse d’assedio la città di Betulia che si trovava proprio a causa del lungo assedio in gravi difficoltà. A Betulia, abitava una giovane vedova molto bella, ricca e decisa a salvare il suo popolo. Di notte uscì dalla città e andò verso l’accampamento nemico. Fu condotta da Oloferne che la trattenne rapito dalla sua bellezza. Durante un banchetto, Oloferne bevve molto e si addormentò. Giuditta con l’aiuto della sua fedele serva, prese la spada del generale, lo uccise tagliandogli la testa, andò verso la città di Betulia, mostrando ai cittadini la testa di Oloferne. All’alba i cittadini di Betulia uscirono dalla città e sconfissero il nemico. La fama di Giuditta si sparse in tutto il popolo Ebreo ed ella visse amata e rispettata fino all’età di 150 anni.
Demetra e Persefone
Dall’unione di Demetra e Zeus, nacque la figlia Persefone. Zeus, senza che Demetra ne fosse al corrente, aveva promesso in sposa Persefone ad Ade, Dio degli Inferi. La leggenda narra che mentre la giovane raccoglieva fiori, all’improvviso la terra si spalancò sotto di lei e Ade la trascinò via con lui. Dopo aver a lungo vagato alla ricerca della figlia, Demetra apprese dal Sole che Persefone era stata sottratta da Ade. Furibonda, lasciò l’Olimpo e visse tra gli uomini coprendo di favori tutti coloro che la accoglievano e punendo crudelmente quelli che la respingevano. Demetra, dea della Terra, con la sua collera aveva prodotto un inaridimento della stessa. Zeus allora decise di riportare Persefone alla madre. Ade però acconsentì alla restituzione di Persefone solo per un quarto dell’anno. La terra allora ricominciò a dare i suoi frutti. Viene rappresentata con spighe di grano simbolo della terra e della fecondità.




