Arezzo – L’Università Popolare di Arezzo consegna il titolo di “Naturopata” agli allievi di tutta Italia che, negli ultimi 4 anni, hanno frequentato il corso di “Bio Energie Naturali”. La cerimonia di consegna degli attestati è in programma Sabato 5 Novembre, alle ore 16.00, presso l’Atrio d’Onore del Palazzo della Provincia: nell’occasione, agli 11 allievi, saranno rilasciate due pergamene, una che testimonia la frequenza al corso, l’altra che garantisce il titolo di “Naturopata”. «L’Università Popolare di Arezzo Onlus – spiega il presidente Giuseppe Sabato, – è socia della Confederazione Nazionale Università Popolari Italiane, è accreditata quale Ente di Formazione e ha personalità giuridica riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione. Il titolo di “Naturopata” ha efficacia giuridica e consente l’iscrizione al sindacato di categoria per l’esercizio immediato della professione. Questa offerta rappresenta un’opportunità in più rispetto ai tradizionali corsi di studio ed è una realtà che l’Università Popolare offre a tutti i cittadini e ai giovani, in un momento professionalmente non facile per la realtà italiana».
Nell’occasione, i 4 migliori studenti del corso verranno premiati anche dall’“Istituto di Medicina Non Convenzionale” della Repubblica di San Marino con il Premio “Esculapio”. Il premio consiste in una pergamena e in una statua d’argento, del formato di circa 25 centimetri, rappresentante “Esculapio”, padre della medicina, quale riconoscimento per una vita scelta o spesa a beneficio del prossimo. Questi neo-professionisti, riconosciuti per aver conseguito il massimo punteggio, sono Cinzia Citti di Sansepolcro, Giampiero Garofalo di Crotone, Anna Maria Kula di Napoli e Vanna Nardelli di Caprese Michelangelo. Oltre a loro verranno premiati con l’“Esculapio” anche Sergio Papini e Milena Rubbiani, due infermieri aretini che hanno improntato la loro vita al servizio della medicina e del prossimo: il primo ha lavorato per 38 anni nel campo della chirurgia, la seconda nell’oculistica, e, attualmente, si rendono utili come volontari in ospedali dell’Africa.