Arezzo – Due importanti operazioni della Polizia Provinciale compiute nelle ultime ore per debellare i fenomeni dell'avvelenamento di animali e del bracconaggio. “Quella degli avvelenamenti è una pratica truce quanto vergognosa purtroppo ancora diffusa nel nostro territorio”, commenta il Presidente della Provincia Roberto Vasai esprimendo la sua soddisfazione per il risultato dell'operazione ed annunciando che l'ente si costituirà parte civile nel procedimento penale a carico del responsabile, colto in flagranza di reato dagli agenti della Polizia Provinciale. Si tratta di E.M., 63 anni, residente a Monte San Savino, che aveva sparso numerosi bocconi avvelenati provocando la morte di un cane, di un gatto e di una lepre. Il soggetto è stato fermato dagli agenti mentre ispezionava i risultati dell’avvelenamento ed è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per gravi atti di crudeltà e maltrattamenti nei confronti degli animali, in aggiunta alle sanzioni amministrative immediatamente contestate. L'operazione anti bracconaggio si è invece svolta in Valdarno, dove a seguito di numerosi controlli ed appostamenti, gli agenti hanno effettuato il fermo di un sessantaduenne, M.F., di Montevarchi, per reati inerenti la condotta venatoria. La Polizia Provinciale, autorizzata dal Magistrato, ha perquisito l’abitazione del cacciatore, rilevando numerose irregolarità, tra le quali la conservazione nel congelatore di un esemplare di Upupa e di un Picchio Verde, entrambe specie protette, la cui cattura è severamente vietata, presumibilmente destinate all’imbalsamazione. Anche in questo caso, oltre alle sanzioni amministrative immediatamente contestate, il soggetto è stato denunciato anche all’Autorità Giudiziaria.