Arezzo – «Alcuni giorni fa un cittadino con senso di civilta’, ha avvistato durante una passeggiata nei pressi della Verna , un cinghiale ferito ed in forte stato di disagio. Si e’ subito attivato chiamandoci e noi abbiamo fornito i numeri utili.
Alcuni giorni dopo e’ comparsa la notizia nei quotidiani che il cinghiale era stato abbattuto, un abbattimento che si “leggeva” come un salvataggio dell’animale in difficolta’.
Ebbene PER DOVERE verso gli esseri tutti che non hanno voce, ma che noi ci prefiggiamo di proteggere ed aiutare, vorremmo far sapere come sono andati i fatti, anche perche’ questi episodi non devono accadere per rispetto a qualsiasi forma di sofferenza .
Ringrazio il signor A. che ci ha scritto mettendoci al corrente della verita’ e che il SUO esempio, lo sia per chi invece ha ritenuto che anche un comune cinghiale potesse esser lasciato li’ a soffrire.
Il presidente ENPA Arezzo
Capogreco Alessandra
Lettera del Signor A.
Il venerdì mattina mentre passeggiavamo sotto il Santuario della Verna verso la ghiacciaia, degli escursionisti in bici mi avvisavano che c'era un cinghiale ferito. Avvicinatomi ho visto un cinghialetto sui 40 kg che aveva gli arti posteriori paralizzati e cercava di muoversi strisciando solo con gli anteriori ed il muso. Ho chiamato degli amici di Chiusi per far avvisare la Forestale. Dopo una mezzora mi hanno richiamato dicendo che erano andati alla Forestale per due volte (ore 10,00 e 10,20 circa) ma non c'era nessuno e allora si sono rivolti ai carabinieri di Chiusi. La persona di servizio ha telefonato al comando provinciale della Forestale ma questi ultimi (visto che il cinghiale era lontano dal sentiero e che non avevano uomini a disposizione) doveva essere lasciato al suo destino. Nel pomeriggio ci siamo ritornati sperando di trovarlo morto. Il sabato mattina ho fatto di nuovo un giro, ma era scivolato di una decina di metri verso il basso ed era ancora vivo. A questo punto, in internet, in paese, ho cercato gli indirizzi della Nazione e dell'ENPA di Arezzo. Ho inviato una mail alla Nazione e telefonato all'ENPA. Mi ha risposto un canile che mi informava che gli uffici erano chiusi ma mi forniva un numero dell'ospedale del Casentino. Mi sono fatto passare il veterinario e gli ho spiegato il problema; questi gentilmente mi ha fornito il numero di quello di zona e della polizia provinciale, ma non sono riuscito a contattarli (oltretutto il mio cellulare aveva smesso di funzionare per problemi di rete e ha ricominciato solo martedì a Firenze); a questo punto mi sono arreso.
La domenica mattina siamo voluti ritornare a vedere: era ancora vivo e con mio stupore era scivolato in fondo ad un avvallamento fra due sentieri e quando mi sono avvicinato ha alzato il capo cercando di muoversi.
Aveva il contorno dell'occhio sinistro bianco ed i mosconi lo stavano 'mangiando' come pure nella parte posteriore (probabilmente dove si era ferito cadendo ma non vi era traccia di sangue).
Tornando a Chiusi, in località la Beccia, una persona che era con me ha riconosciuto il Sindaco di Chiusi ed io ho colto 'la palla al balzo'
e sono andato a protestare. Questi gentilissimo si è premurato subito di chiamare il Comandante Provinciale della Forestale col cellulare e gli ha spiegato il problema pregandolo di provvedere. Poi ho visto l'articolo sulla Nazione di Arezzo relativo alla mia mail. Il lunedì pomeriggio c'era solo un cerchio pulito tra le foglie ed i mosconi che circolavano; probabilmente era stato portato via il lunedì mattina.
Alcune considerazioni:
Perché tutti si sono preoccupati dell'animale solo la domenica dopo l'uscita del primo articolo sulla Nazione di Arezzo e la telefonata del Sindaco?
Perchè nessuno dice che alla Forestale lo sapevano dal venerdì ma non si è mosso nessuno (oltretutto comunicato dai CC)?
Le invio anche le foto (il numero si riferisce al giorno); le prime tre le allego, le altre Le mando un'altra mail perchè sono abbastanza pesanti. Mi spiace non le ho ridotte molto per non perdere i particolari. Passando il mouse sulla foto può vedere anche quando sono state fatte.
Articlolo scritto da: Il presidente ENPA Arezzo