Il presidente di Confesercenti, Alberto Papini interviene sull’aumento dell’Iva: “Si punta a fare cassa mettendo le mani nelle tasche dei consumatori. Il peggior modo per rilanciare l’economia. L’aumento Iva è l’ennesima batosta sulle famiglie. I consumi in crisi sono il termometro di una situazione difficile. L’aumento Iva sarà un disastro per l’oggi e per il futuro”.
“Lo stop delle vendite alimentari – prosegue Papini – e la diminuzione di quelle degli altri settori sono una mannaia sui negozi di vicinato che hanno già pagato il prezzo salato della recessione. Non dimentichiamo quante attività hanno dovuto abbassare la saracinesca negli ultimi anni. Adesso la situazione sarà ancor più preoccupante”.
Secondo il presidente di Confesercenti “le prime due vittime dell’aumento dell’Iva saranno i consumi e quindi gran parte delle speranze di ripresa economica e le famiglie, soprattutto quelle meno abbienti. Gli aumenti delle aliquote IVA infatti, porteranno ad un incremento medio dell’esborso per le famiglie compreso tra 250 e 400 euro l’anno, cioè in percentuale, tra l’1 e l’1,7% in più. Gli aumenti di prezzo dei beni sicuramente porteranno ad una riduzione dei consumi, già bassi, delle famiglie fino a ridurli di un altro punto decimale e collocarli allo 0,2% per il prossimo anno, visto che già oggi molte famiglie hanno esaurito il cuscinetto rappresentato dal flusso di risparmio”.
“L’aumento Iva – ribatte Alberto Papini – è una scelta catastrofica. Da nostri calcoli i consumi delle famiglie nel 2012 non raggiungeranno lo 0,3%: si dovranno invece fronteggiare nuovi costi che si aggiungono alla presumibile stangata di fisco e tariffe a livello locale, con il conseguente prolungamento di una stagnazione che ha messo a dura prova l’economia italiana e soprattutto le Pmi. Non mancano negative conseguenze anche sull’inflazione, visto che proprio uno dei maggiori protagonisti del rialzo inflazionistico, ovvero la benzina, fa parte dei beni “gratificati” dall’aumento Iva al 21%”.
“Purtroppo come sempre accade – conclude il Presidente di Confesercenti – per risanare il deficit, si agisce sul prelievo fiscale e solo in minima parte sul taglio dei costi e quando lo si fa spesso si taglia in modo sbagliato ai danni dei Comuni che poi sono costretti a chiedere nuove tasse ai cittadini e alle imprese che non ce la fanno più a sostenerle. In tutti questi giorni in cui si è parlato di manovra finanziaria non si è sentito parlare di tagli alla spesa pubblica improduttiva e agli ingenti sprechi che ci sono in Italia”.