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In Italia 354 fontanelli

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Roma 5 set. – (Adnkronos) – Case d'acqua, chioschi, fontanelli: sono sempre di più i comuni che che installano strutture per l'erogazione di acqua potabile, in forma refrigerata e gassata. In tutta la penisola se ne contano 354 con la Lombardia che fa la parte del leone con ben 195 installazioni. A fornire i dati è Federutility, la federazione che raggruppa le società di pubblica utilità per la gestione dei servizi idrici. L'acqua rivive nei chioschi moderni la sua funzione più eminentemente pratica, offrendosi ai cittadini nelle piazze di centinaia di Comuni. L'Italia registra così un doppio primato: quello per consumi di acqua imbottigliata e quello per la diffusione dei chioschi di acqua pubblica.
E' evidente la finalità ambientale di tali realizzazioni: l'inquinamento ambientale ed energetico delle bottiglie (plastica, trasporto, aumento della CO2, etc.) ha reso stringente una maggiore valorizzazione dell'acqua di rubinetto e del suo consumo alla fonte. I chioschi dell'acqua, sottolinea Federutility, sono strutture moderne, tecnologicamente avanzate, dotate di sistemi di affinazione organolettica, in grado di dare una sorta di valore aggiunto all'acqua distribuita tramite la rete di acquedotto. Si caratterizzano anche come spazi di aggregazione sociale, strumento di dialogo tra le amministrazioni locali e i propri cittadini. I chioschi si prestano poi con facilità ad allargare la gamma dei servizi messi a disposizione dell'utenza, come la diffusione di informazioni di carattere civico generale, la distribuzione di latte fresco, eco-detersivi, sacchetti biodegradabili per la raccolta differenziata e bottiglie in vetro, realizzando così interessanti sinergie di servizio. Significative le ricadute ambientali dei fontanelli che consentono di ridurre l'uso di bottiglie di plastica.
La produzione di un Kg di Pet, necessario per 25 bottiglie di plastica da 1,5 litri, rilascia nell'atmosfera 40 g di idrocarburi, 25 g di ossidi di zolfo, 20 g di ossidi di azoto, 18 g di monossido di carbonio, 2,3 kg di anidride carbonica. Ipotizzando, a titolo esemplificativo, il prelievo annuo di 300.000 litri da un chiosco, si ottengono i seguenti risultati in termini di minore/mancato impatto: 200.000 bottiglie Pet 1,5 litri in meno prodotte, pari a 8.000 kg di Pet in meno (circa 40 g a bottiglia) da avviare a recupero o smaltimento, 1.380 kg di CO2 risparmiati per la produzione del Pet, 7.800 kg CO2 in meno per il trasporto delle bottiglie (stimando una media di 350 km per il trasporto).
Molte amministrazioni locali hanno promosso l'acqua del rubinetto negli uffici comunali e nelle mense scolastiche, in una strategia tendente alla riduzione a monte dei rifiuti. Del resto, l'acqua che arriva ai chioschi dell'acqua e attraverso gli acquedotti non percorre neanche un metro su strada: è un'acqua ''a chilometro zero'' che evita l'inquinamento atmosferico dovuto alla produzione, al trasporto e allo smaltimento delle bottiglie stesse. Nella tabella che segue riportiamo i chioschi dell'acqua in Italia. A guidare la classifica è la Lombardia con 195 chioschi d'acqua, seguita dal Piemonte con 59, dall'Emilia Romagna con 58 e dalla Toscana con 28.
Fenomeno meno diffuso nelle regioni del Sud.
Provincia …………..numero fontanelli Milano……………………..71
Brescia…………………….68
Torino……………………..55
Reggio Emilia……………..30
Piacenza …………………..17
Firenze……………………..15
Cremona…………………..11
Pavia……………………….10
Como………………………..9
Parma ………………………8
Bergamo……………………8
Lecco………………………..8
Monza e Brianza…………..5
Pistoia………………………5
Pisa………………………….4
Ancona……………………..4
Udine………………………..3
Biella………………………..3
Lodi………………………….3
Catania……………………..2
Aosta………………………..2
Rimini……………………….2
Mantova…………………….1
Forlì Cesena………………..1
Siena………………………..1
Arezzo………………………1
Vercelli………………………1
Varese………………………1
Trento……………………….1
Verona………………………1
Vicenza……………………..1

Articlolo scritto da: Adnkronos