Home Attualità Salute Politiche del personale, firmato accordo Asl -sindacati per il 2011

Politiche del personale, firmato accordo Asl -sindacati per il 2011

0
Politiche del personale, firmato accordo Asl -sindacati per il 2011

Arezzo – E’ una autentica rivoluzione quella che si sta sviluppando in questi mesi ed anni nella sanità aretina. Sotto gli occhi di tutti la grande mole di lavoro che si sviluppa con l’obiettivo di una crescita qualitativa di molte specialistiche negli ospedali. Come è altrettanto chiaro che si procede a passi spediti verso una maggiore definizione degli ospedali per intensità di cure, nei quali si seguiranno meglio i pazienti nelle fasi critiche delle malattie, Ed è nel territorio che si compie l’altra grande scommessa, con la medicina d’iniziativa e una integrazione piena fra i medici di base, gli infermieri e gli specialisti. Alla conclusione di queste attività, nulla sarà come prima, con il cittadino sempre più al centro di ogni percorso assistenziale.
Tutto questo, ovviamente, va governato con un processo organizzativo che tenga conto di tanti fattori: le risorse economiche, quelle umane, la equità nella distruzione dei servizi e nell’accesso agli stessi da parte di tutti i cittadini.
Quando poi si passa alla applicazione concreta di queste decisioni, arriva il momento di disegnare lo schema organizzativo. Il regolamento aziendale è lo strumento cardine, la “Costituzione” dell’Azienda aretina, ma a questo devono far seguito azioni operative individuando risorse specifiche per ogni area e secondo piani di attività fondati sui dati storici e su quelli previsti con i cambiamenti in atto.
La crisi economico finanziaria che ha interessato e interessa il Paese, ricade anche sulla sanità. Qui c’è un costante aumento dei costi in Italia stimato attorno al 3% annuo, mentre le “entrate” aziendali probabilmente resteranno ferme a quelle dell’anno passato.
Un quadro d’insieme nel quale Azienda e sindacati del comparto hanno trovato una sintesi positiva nell’accordo sul riassetto organizzativo aziendale e le politiche del personale 2011, dopo mesi di elaborazioni, analisi e trattative.

NUMERI IMPORTANTI
Valorizzare al massimo le professionalità esistenti: una chiave di volta per rispendere alle mutate esigenze della assistenza sanitaria. E’ questo il principio che ha consentito ad Azienda e sindacati di comporre uno schema nuovo di modello organizzativo, con la “taratura” delle esigenze area per area, con le nuove funzioni, e compatibilmente con le risorse di cui l’Azienda può disporre.
La dirigenza della Asl e i sindacati, pur in presenza delle direttive governative (tagli nella P.A.) che indicano risparmi obbligatori, ma forti del piano regionale sanitario che individua percorsi in linea con le mutate esigenze assistenziali della popolazione, per quanto riguarda il comparto hanno concordato per il 2011 il turn over con mantenimento del numero di infermieri, tecnici sanitari e assistenti sociali. Ci sarà un incremento di operatori socio sanitari, e una pur prudente diminuzione del personale amministrativo. Così il costo complessivo del personale comunque non aumenterà.
Gli infermieri e ostetriche, attraverso la mobilità e l’assunzione di nuovi soggetti dalle graduatorie in essere, resteranno complessivamente 1.667, l’organico del personale tecnico e della riabilitazione e prevenzione sarà sempre di 470 unità, gli assistenti sociali sono stabilizzati a quota 45, mentre per il personale tecnico addetto all’assistenza, in considerazione del maggiore impegno di altre figure (vedi infermieri), e delle mutate esigenze anche strutturali (come il Pronto Soccorso e Blocco operatorio) passeranno da 388 a 423, con un incremento di 35 unità pari al 9%.
Nell’accordo anche la creazione di un pool a tempo determinato infermieristico/oss: 13 contratti per far fronte alle assenze di lunga durata (maternità, malattie e infortuni con oltre sei mesi di assenza)
E’ invece nel settore amministrativo che non sarà possibile mantenere a livello pieno il turnover, coprendo alla pari le uscite con nuovi ingressi. Ma anche Azienda e sindacati hanno concordato un obiettivo ritenuto essenziale per garantire il supporto di natura amministrativa ai servizi sanitari e tecnici. Il personale amministrativo passerà da 466 a 450 unità, recuperando in parte le 22 “uscite programmate”.
Numeri definiti con la prioritaria attenzione alla qualità del servizio e alla sostenibilità dei conti.

UN PROGETTO DI ALTO SPESSORE
Leggendo le 18 pagine che compongono l’accordo, si ha chiara la sensazione che si è puntato non ad un “accordicchio” che guardasse solo interessi particolari, ma a trasformare in atti operativi e organizzativi tutta la mole di lavoro in atto per cambiare il volto alla sanità aretina. Azienda e sindacati, consapevoli della crisi di fiducia del cittadino verso le istituzioni pubbliche in generale, e delle restrizioni dettate dalla crisi economica e finanziaria, hanno puntato senza indugio sulla elevazione della qualità dei servizi secondo le reali esigenze della popolazione.
Una decina i capitoli specifici, dei quali è interessante citare:
– Il nuovo pronto soccorso per il quale si punta a migliorare l’assistenza ai pazienti. I lavori si concluderanno entro ottobre (qui saranno impegnate 20 persone in più rispetto ad oggi per garantire la logistica e il funzionamento dell’aumento delle tecnologie impiegate);
– Blocco operatorio dove si consolida il nuovo modello organizzativo con le grandi novità che hanno gia caratterizzato la fine del 2010 e l’inizio del 2011;
– L’attivazione della “guardia radiologica” nelle 24 ore a servizio della intera provincia di Arezzo;
– La realizzazione della nuova dialisi nell’ospedale di Sansepolcro;

Accanto alla creazione dell’ospedale per alta intensità di cure, si procederà a reinternalizzare l’ospedale di Comunità all’interno del san Donato.
“L’Azienda è consapevole della necessità di garantire sempre meglio ai cittadini equità di accesso e qualità di prestazioni – dichiara il Direttore Generale Enrico Desideri – e noi stiamo compiendo ogni sforzo in questo senso, pur sapendo che il percorso è ancora lungo e difficile. Questo accordo è un altro tassello importante. Con i sindacati siamo concordi nel ritenere che ogni dipendente, nel proprio ruolo, è un anello fondamentale della nostra organizzazione e le sue capacità devono essere valorizzate e sostenute. L’accordo definisce non solo i numeri, ma una strategia, una ambiziosa progettualità nella quale tutti i dipendenti possono trovare quella soddisfazione nel proprio lavoro, che inevitabilmente avrà una ricaduta positiva nella qualità del servizio. Di questo, sono davvero fiducioso, e anche un po’ orgoglioso”.

.