Roma, 9 giu. (Adnkronos Salute) – Una cattiva notizia e una buona per le donne, dal Congresso mondiale della menopausa, che fino all'11 giugno riunisce a Roma oltre 3.500 esperti da più di 80 Paesi. Dopo i 50 anni, spiegano gli specialisti, il girovita femminile lievita inesorabilmente, e si finisce per accumulare in media 1 kg all'anno. Una spiacevole conseguenza della menopausa: fra i primi sintomi si verifica un aumento dell'adipe e una sua diversa distribuzione, molto più simile a quella maschile, che regala al fisico un'antiestetica forma 'a mela'. Sale anche la pressione, che tende superare i valori soglia (130?mmHg) e cresce il girovita, uno dei parametri che definiscono la sindrome metabolica, spesso trascurato. Per combattere i più pericolosi nemici del cuore - e della linea - la terapia ormonale sostitutiva è un valido alleato.
"L'elemento essenziale è il progestinico: il drospirenone, che riduce o addirittura annulla i possibili effetti sulla ritenzione idrica ed è particolarmente efficace nel controllo del rischio cardiovascolare. Abbassa la pressione arteriosa e può ridurre fino a 3 cm la circonferenza addominale", spiega Marco Gambacciani, dell'Azienda ospedaliera universitaria pisana, segretario dell'European Menopause and Andropause Society (Emas) e autore dello studio che ha portato a questi risultati. Il Congresso mondiale della menopausa apre dunque una nuova stagione per le terapie ormonali sostitutive (Tos). In particolare, la presentazione dei dati dello studio Euras-Hrt sancisce definitivamente la sicurezza di quelle a basso dosaggio.
"Si tratta di una vasta ricerca internazionale, iniziata nel 2002, che ha coinvolto oltre 30.000 pazienti – spiega Andrea Genazzani, presidente del Congresso – Fra tutte le Tos prese in esame colpisce l'efficacia del drospirenone, che non aumenta la patologia venosa (tromboembolismo), mentre ha decisamente diminuito quella arteriosa (stroke e infarti del miocardio) con un calo nell'ordine del 40%". In molte nazioni, anche emergenti, le donne trascorrono 30 anni e più in menopausa. "Bisogna quindi muoversi in un'ottica di medicina preventiva – prosegue Genazzani – agendo in primo luogo sui comportamenti alimentari, l'attività fisica e la prevenzione del fumo, per evitare la disabilità e assicurare il più lungo periodo possibile di autonomia e buona qualità di vita". In Italia è scarsissimo l'utilizzo delle terapie ormonali (meno del 5%) ed è ancora più limitata la conoscenza, dicono gli esperti. Le preoccupazioni sono prevalentemente legate al rischio oncologico, soprattutto di tumore al seno. "Le nostre pazienti ci chiedono di capire se e di quanto aumentino le probabilità di ammalarsi – spiega Nicoletta Biglia, professoressa dell'Università di Torino – Come rassicurarle? Molte di loro ci chiedono 'Dottoressa, cosa farebbe al mio posto?'. Ebbene, i dati di un'indagine da me coordinata indicano che il 37% di un campione rappresentativo composto da 1.000 donne medico o mogli di medico del nostro Paese utilizzava o aveva utilizzato la Tos: 7 volte in più rispetto alla popolazione generale. Mi sembra un'ottima risposta". Con la menopausa cessa la produzione degli ormoni che rappresentano il 'motore' dell'organismo femminile. Il loro calo, improvviso o graduale, determina una serie di disturbi noti (come le vampate) e altri meno conosciuti, che intervengono in una fase successiva. Fra questi, quelli dell'umore: "Il 25% sperimenta nel periodo di transizione che caratterizza la fine dell'età fertile alterazioni sino a veri e propri sintomi depressivi – aggiunge Biglia – aggravati da un'altra condizione che diventa molto comune: l'insonnia. Ne soffre una donna su tre in pre-menopausa e una donna su due in peri e post-menopausa". Lo studio condotto dal team di Gambacciani e Genazzani ha preso in esame anche l'effetto del drospirenone sulla qualità di vita. "Il gruppo trattato ha dimostrato un notevole miglioramento di tutti i disturbi tipici della menopausa – spiega Gambacciani – quelli vasomotori, dell'ansia e dell'umore in generale, della libido e del sonno. Ovviamente, la Tos va raccomandata in presenza di un'indicazione specifica e dopo un consulto ginecologico: per ottimizzarne l'impiego, oltre alla precocità di inizio del trattamento, è importante la selezione delle pazienti e la presenza di disturbi costituisce già un criterio clinico". Il Congresso mondiale di Roma rappresenta un rinascimento per la stessa figura del ginecologo, che si riappropria della prevenzione. "Da quella cardiovascolare, a quella oncologica a quella dell'osteoporosi, noi siamo i medici della donna a 360 gradi, e dobbiamo vigilare in particolare in una fase così delicata come la fine dell'età fertile – conclude Genazzani – Ci auguriamo quindi che questa importante assise globale, ospitata nel nostro Paese, sia l'occasione per rilanciare con forza una nuova cultura della menopausa, a partire dal superamento dei luoghi comuni e dei timori che frenano le donne nell'utilizzo di terapie che potrebbero invece garantire loro una migliore qualità di vita ed un invecchiamento più sano e soddisfacente, anche sotto il profilo relazionale e sessuale".
Articlolo scritto da: Adnkronos