Arezzo – Giornata cruciale quella di oggi nel processo 'Calciopoli'. Al termine della requisitoria dei pm Stefano Capuano e Giuseppe Narducci, che si è svolta davanti alla nona sezione del Tribunale di Napoli, sono arrivate le richieste di condanna per gli imputati. Tra questi c'è anche l'ex fischietto aretino Paolo Bertini, difeso dall'avvocato Mauro Messeri, per il quale è stata invocata la pena a due anni e quattro mesi. L'arbitro è accusato di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva.
Ricostruiamo brevemente la vicenda. Bertini era stato implicato nell'inchiesta Calciopoli nel 2006. Al termine del procedimento della giustizia sportiva, Bertini venne completamente prosciolto ed era potuto tornare subito ad arbitrare. Ma dopo il rinvio a giudizio della Procura di Napoli, che gli contestava appunto il reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva (si tratta del ramo penale dell'inchiesta Calciopoli), Bertini venne sospeso, in via cautelare, dall'AIA in attesa che la sua posizione si chiarisse. Secondo le accuse formulate a suo carico Bertini sarebbe stato in contatto con Luciano Moggi, prima delle partite, tramite dei cellulari con schede telefoniche svizzere che rendevano impossibile l'intercettazione delle conversazioni. Le stesse accuse, per le quali nell'ottobre del 2008 è stato assolto dalla Corte Federale FIGC e condannato dalla Commissione Disciplinare ad un anno e sei mesi di inibizione.