Roma, 9 mag. (Labitalia) – "Nei primi quattro mesi del 2011, registriamo un aumento delle vendite del 4%, con un picco del 7% nel settore retail, quello che chiamiamo il canale 'moderno' e che comprende anche ipermercati e discount. In leggera sofferenza appare invece il canale dei grossisti, che perde il 7%, soprattutto al Nord e al Sud, mentre è stabile al Centro. E a pesare è proprio la concorrenza del retail, più che l'effetto della crisi economica generale".
A illustrare a LABITALIA l'andamento, nel mercato delle acque minerali, per la Ferrarelle Spa è il direttore marketing e commerciale del gruppo, Antonio De Caro. Alla guida, dopo la riorganizzazione che ha interessato tutti i livelli aziendali, di quello che, con l'11% delle quote di mercato, è il quarto produttore nel settore. Un marchio storico, nato nel 1893 e tornato di proprietà italiana nel 2005, quando la Lgr Holding Spa ha acquistato la società Italaquae dal Gruppo Danone. Oggi conta 360 dipendenti e tre sedi strategiche (Milano, Riardo, in provincia di Caserta, e Darfo Boario Terme, vicino a Brescia).
Esporta in 40 paesi del mondo e nel 2010 ha venduto più di 860 milioni di litri di acque minerali. Un andamento in cui non sono secondari anche fattori 'culturali', che caratterizzano i consumi in questo settore. "In Italia, storicamente il consumo di acque minerali – sottolinea De Caro – è molto elevato, anche per l'abbondanza che abbiamo di fonti. Gioca poi un ruolo fondamentale, soprattutto per marchi come il nostro Ferrarelle, l'affezione del consumatore, che spesso non ha convenienza né interesse a cambiare l'acqua che è abituato a bere.
E questo nonostante si tenda a spendere sempre meno, per l'acqua minerale come per altri beni, e nonostante, per quanto riguarda certo tipo di ristorazione, si stiano diffondendo acque depurate vendute al posto di quelle minerali". A farla da padrone, tra i vari marchi del gruppo, è sempre la storica acqua effervescente naturale, la Ferrarelle, con 80 milioni di litri imbottigliati nel primo quadrimestre del 2011 e vendite in crescita del 3% nel canale retail. Ma le vendite sono con il segno 'più' anche per gli altri marchi del gruppo: Vitasnella, con 60 milioni di litri e +2% di vendite; Boario, con 25 milioni di litri e una crescita del 21%; Natia, che, con 6 milioni di litri, registra ben il 43% in più di vendite; Santagata, con 20 milioni di litri e un incremento del 17%. Stabile, infine, l'andamento per il marchio Evian, che Ferrarelle spa commercializza in Italia.
"A fronte di un mercato in cui le cosiddette 'acque premium' stanno in generale perdendo quota, per noi – ribadisce De Caro – i dati sono in crescita, soprattutto per marchi come Ferrarelle e Vitasnella. Per altri marchi, come Boario, Natia e Santagata, che si collocano in un'altra fascia di prezzo, la strategia commerciale è diversa: è un segmento con margini più bassi, ma in cui in questi anni abbiamo investito e che ha dimostrato comunque un'ottima redditività".
E nel breve periodo non si annunciano aumenti di prezzi, dopo il ritocco di listino effettuato a gennaio di quest'anno, "ampiamente compensato – precisa – da promozioni più aggressive su alcuni prodotti", mentre presto partirà una nuova campagna pubblicitaria per il brand Ferrarelle. Con un occhio, sempre, all'ambiente e alla responsabilità sociale d'impresa: l'azienda, tra l'altro, si è dotata di un impianto fotovoltaico, con un investimento di 5 milioni di euro, e nuove linee tecnologiche di imbottigliamento in vetro e Pet che consentono notevoli risparmi energetici.
Articlolo scritto da: Adnkronos