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Apprendistato, soddisfazione dai sindacati

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Roma, 5 mag. (Labitalia) – Soddisfazione dai sindacati sul decreto per la riforma dell'apprendistato che ha ricevuto oggi il via libera e sul quale proseguirà il confronto con le parti sociali avviato dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, nei giorni scorsi. "Un contratto formativo di accesso al lavoro per i giovani, alternativo a forme di lavoro precario, è sicuramente un obiettivo di grande rilievo che da tempo la Cgil sollecita", afferma il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, nel sottolineare come, per il raggiungimento di questo obiettivo, "servono alcune caratteristiche che il confronto in corso fra governo, Regioni e parti sociali deve affermare".
Il primo è che "la formazione sia fatta davvero e non usata solo come motivo per avere un vantaggio di costo". "Una formazione spendibile in ogni settore e in ogni regione – dice – e per questo necessaria di standard nazionali omogenei. I dati oggi invece dicono che soltanto un 20% degli apprendisti riceve formazione". Il secondo, sottolinea Fammoni, "fermo restando il forte vantaggio fiscale per le imprese, sono diritti per i lavoratori apprendisti e che su di loro non possano sommarsi forme diverse di diminuzione di salario come a volte adesso accade".
Il terzo, aggiunge, "è la durata massima e minima del contratto di apprendistato". "Oggi – ricorda – la durata massima di 6 anni prevista per legge è spropositata, è stata abolita invece la durata minima e un contratto formativo non può essere usato a mesi, come fosse una tipologia di lavoro a costi più bassi di altre. Contemporaneamente, bisogna intervenire sugli attuali tirocini e stage, sui contratti di collaborazione e sulle false partite Iva". Il segretario generale aggiunto della Cisl, Giorgio Santini, sottolinea che "la riforma dell'apprendistato che oggi prende avvio, pur con alcuni nodi da sciogliere per quanto riguarda il rapporto con le competenze regionali, non solo risponde alle esigenze di semplificazione e valorizzazione della contrattazione collettiva, puntando a far divenire più snelle le assunzioni di apprendisti, ma punta anche e soprattutto a rendere effettivo l'aspetto formativo che deve caratterizzare questo contratto". "Ora -conclude Santini- attendiamo che venga sciolto positivamente il nodo delle risorse per rendere piu' robuste le incentivazioni finanziarie, in modo da dare al contratto di apprendistato un carattere privilegiato rispetto ad altri contratti per facilitare l'ingresso stabile dei giovani nel mondo del lavoro".
Per Guglielmo Loy, segretario confederale della Uil, "il dato più significativo da sottolineare, nel commentare la proposta di riforma dell'apprendistato approvata dal Consiglio dei ministri, è quello relativo alla necessità di offrire al sistema d'imprese una forma d?ingresso al lavoro che coniughi tre necessità: buona ed efficace formazione, minor costo e semplificazione delle procedure per l'assunzione". La Uil valuta "con interesse l'avvio della riforma nella convinzione che la sana cooperazione istituzionale, tra Stato e Regioni, unitamente al forte ruolo della contrattazione, saranno elementi di garanzia per trovare il giusto equilibrio tra diritti dei lavoratori ed esigenze del sistema produttivo. Siamo certi, infine, che il governo e le regioni -conclude il dirigente sindacale- individueranno le risorse necessarie a sostenere, attraverso l'apprendistato, una vera e buona occupazione giovanile".

Articlolo scritto da: Adnkronos