Arezzo – Approvato dal consiglio provinciale il conto consuntivo 2010 dell'ente. La relazione al bilancio, illustrata dal Presidente della Provincia, ha evidenziato come il 2010 sia stato un anno di impegno e di lavoro, nel quale la Giunta ha mantenuto fede all'impegno di portare avanti i programmi di investimento per opere pubbliche quali scuole, strade e interventi di difesa del suolo, seppur di fronte a tagli di bilancio e limiti di spesa sempre meno sostenibili. Importanti, sempre secondo il Presidente della Provincia, gli interventi a favore di imprese e lavoratori colpiti dalla crisi economica, per la promozione del territorio, la tutela dell'ambiente, la cultura, l'istruzione ed il sostegno alle categorie più deboli. Il bilancio si è chiuso con un avanzo di amministrazione di cinque milioni e mezzo di euro che il Presidente ha definito teorico in quanto la parte non vincolata e, in teoria, disponibile è di poco più di due milioni di euro che saranno anch'esse, a causa del patto di stabilità, difficilmente spendibili. Dopo il dibattito consiliare, nel quale da parte della maggioranza si è sottolineata la difficoltà degli enti locali sottoposti a vincoli e tagli e, dai banchi della minoranza, si è sostenuto che nel governo dell'ente mancano risposte politiche e non solo economiche, si è arrivati alla votazione che ha visto l'approvazione del consuntivo con i 18 voti favorevoli di Pd, Idv e Sel ed i 9 contrari di Pdl, Udc, Unione Toscana, FdS e Gruppo Misto. Approvate anche variazioni al bilancio ed al piano triennale delle opere pubbliche, mentre i due documenti sulla guerra in Libia, del gruppo della FdS, e sull'uccisione di Vittorio Arrigoni, di FdS e Idv, non sono stati votati in quanto il gruppo del Pdl ha annunciato la sua non partecipazione al voto su mozioni non strettamente inerenti la vita amministrativa dell'ente presentate da un gruppo, quello della Federazione della Sinistra, che non vota sulle variazioni di bilancio per protestare contro i tagli del Governo nei confronti degli enti locali. Con l'uscita dall'aula dei consiglieri del Pdl è venuto infatti a mancare il numero legale e la seduta è stata sciolta.