Arezzo – «Oltre 30 assemblee organizzate nei luoghi di lavoro. E l’indicazione è netta: no alla firma dell’accordo separato per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro del terziario, della distribuzione e dei servizi. “L’opinione dei lavoratori che abbiamo raccolto nelle assemblee non lascia spazio a margini diversi d’interpretazione – commenta Viviana Romanotti, dirigente Filcams Cgil di Arezzo. E ci conforta nella nostra decisione di non firmare, come hanno fatto Cisl e Uil, un accordo separato per il rinnovo del contratto nazionale.
La Filcams continuerà ad organizzare assemblee anche nei prossimi giorni. “La firma nazionale era prevista per il 31 marzo ma è stata rinviata al 6 aprile – ricorda Marco Guadagni, dirigente Filcams. Auspichiamo un ripensamento ma intanto continuiamo nella consultazione dei lavoratori anche perché l’ipotesi che abbiamo di fronte determina un peggioramento di significativi aspetti normativi del contratto vigente, in particolare, l’istituto della malattia e la contrattazione di secondo livello”.
L’intesa separata del terziario – sottolinea la Filcams Cgil – ripropone l’utilizzo dell’IPCA per definire gli aumenti salariali, comportando il mancato recupero del potere di acquisto (ancora più accentuato dagli ultimi dati di febbraio sull’inflazione) e le deroghe al contratto nazionale, riportate in una forma tale da svilire, mortificare e snaturare la contrattazione di secondo livello.
A questo si aggiungono il recepimento delle politiche del lavoro del ministro Sacconi (arbitrato, clausola compromissoria, certificazioni) caricate sulla bilateralità territoriale costruita unitariamente in questi anni di storia contrattuale comune e per altri scopi. »
Articlolo scritto da: CGIL Arezzo