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‘Il silenzio assordante delle bombe in Libia’

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‘Il silenzio assordante delle bombe in Libia’

Arezzo – "Potevamo fare molto e farlo prima. Il diritto internazionale, se usato con tempismo e intelligenza sarebbe stato più forte delle bombe. Perché ciò che sta accadendo in Libia è prima di tutto una tragedia umanitaria, che richiedeva fin dal principio interventi di aiuto e sostegno a favore della popolazione, di quella generazione di ragazzi che ha deciso di opporsi al dittatore, rischiando ogni parte di sé per la dignità del suo popolo. L’occidente è rimasto a guardare, troppo a lungo.

Se è sempre stata fuor di dubbio la necessità di un intervento delle forze diplomatiche europee e statunitensi in quest’ottica, non è altresì condivisibile un attacco militare – un’entrata in guerra vera e propria – come quella cui stiamo assistendo.

Ci sono domande scomode, che però è nostro dovere farci: perché abbiamo aspettato che Gheddafi e i suoi proseliti riacquistassero forza prima di intervenire? Quali erano (e sono) le reali motivazioni economico-politiche che hanno drammaticamente rallentato la macchina della diplomazia? Siamo davvero sicuri di non esserci imbarcati nuovamente in una missione che non siamo in grado di gestire?
Quel che è certo è che le forze internazionali stanno camminando su di un filo di lana sottilissimo e che non possono permettersi errori.

Il nostro impegno, arrivati a questo punto, sarà quello di richiamare l’attenzione della società civile e delle forze democratiche del Paese sulla delicatezza e rischiosità della decisione che è stata presa e di sollecitare costantemente le istituzioni affinché non permettano che il nostro appoggio alla no-fly zone si trasformi in un massacro di civili innocenti."