Roma, 14 mar. – (Labitalia) – Un certo grado di mobilità è una condizione necessaria ma non sufficiente per avere una bassa disoccupazione. A sostenerlo è la Bce in un articolo pubblicato nel bollettino mensile di marzo dedicato alla mobilità nel mercato e ai cambiamenti della situazione lavorativa nell'area dell'euro. I paesi ad alta mobilità, rileva l'Istituto di Francoforte, ''sono anche quelli con una percentuale più elevata di contratti a tempo determinato e di impieghi a tempo parziale, nonchè quelli con una legislazione meno stringente in materia di tutela dei lavoratori.
Sebbene non vi sia una chiara corrispondenza fra il tasso di disoccupazione e la mobilità, non vi sono paesi che presentino contemporaneamente una bassa mobilità e un basso tasso di disoccupazione: ciò fa ritenere che un certo grado di mobilità sia una condizione necessaria – ma non sufficiente – per una bassa disoccupazione''.
Per la Bce l'aumento della mobilità osservato fra le varie situazioni lavorative ''dovrebbe, a parità di altre condizioni: aumentare l'efficienza del processo di abbinamento fra le competenze da un lato e i posti vacanti dall'altro, accorciando i tempi necessari per trovare un nuovo lavoro; nella stessa logica, ridurre il costo della disoccupazione di lungo periodo per i bilanci pubblici e accrescere la partecipazione al mercato del lavoro, che contribuisce al prodotto potenziale dell'area dell'euro nel lungo periodo''. Sebbene sia diminuita, la persistenza della disoccupazione, rileva l'Istituto di Francoforte, ''resta elevata, sottolineando l'esigenza di riforme volte a promuovere la flessibilità dei mercati del lavoro dell'area dell'euro''.
Nell'arco del periodo 2000-2009, osserva la Bce, vi è stato nell'area dell'euro un aumento complessivo dei tassi di partecipazione al mercato del lavoro pari a 4 punti percentuali, che è scaturito essenzialmente dall'inserimento di quegli individui considerati 'marginalmente attaccati' al mercato del lavoro, come le donne e i giovani. Durante gran parte del periodo, sottolinea l'Istituto di Francoforte, ''e' inoltre andato calando il tasso di disoccupazione, a indicare che sono stati compiuti alcuni progressi per quanto riguarda l'andamento dei mercati del lavoro dell'area dell'euro''.
Tuttavia, su un periodo di due anni, secondo un'analisi effettuata che permette di valutare il grado di flessibilità del mercato del lavoro, è ''elevata la probabilita''' di rimanere nella stessa situazione lavorativa nell'arco del biennio ''pari al 94 e 90% per quanto riguarda rispettivamente la situazione di occupazione e quella di inattivita'''
Articlolo scritto da: Adnkronos