Reggio Calabria, 8 mar. – (Adnkronos) – Quarantuno ordinanze di custodia cautelare tra Italia, Germania, Canada e Australia. A eseguirle i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e il Ros, e la squadra mobile della questura di Reggio Calabria nell'ambito dell'operazione 'Il Crimine 2' contro l''ndrangheta. Operazione che ad agosto ha visto finire in manette trecento persone tra la Calabria e il nord Italia, in particolare in Lombardia, ma anche all'estero dove è stato replicato il modello organizzativo calabrese da parte di quelle articolazioni che risultano dipendenti dai vertici decisionali del territorio reggino. Tra gli arrestati di oggi c'è anche l'ex sindaco di Sterling, cittadina dell'Australia. Damiano Antonio Vallelonga, che si presentava come Tony, e stato in carica dal 1997 al 2005. Inoltre risulta essere stato esponente di vari consigli regionali e presidente di importanti associazioni locali, di comitati comunitari e di alcune associazioni di cittadini italiani. Considerato un autorevole membro della Chiesa cristiana locale, nel 2002 è stato insignito del Meritorious Service Award, un prestigioso riconoscimento civile rilasciato dal Western Australia Local Government Association, e, nel luglio del 2009, gli è stato conferito l'esclusivo titolo di 'Cittadino Onorario' della municipalità di Stirling. Secondo investigatori Vallelonga assumeva le decisioni più rilevanti, impartiva disposizioni agli associati e comminava anche sanzioni, partecipava ai riti di affiliazione e curava i rapporti con altre articolazioni dell'associazione, ''in particolare con gli esponenti del mandamento ionico, dirimendo contrasti interni ed esterni alla del locale con dote e carica di rilievo''. Il risultato di questa operazione ''è la conferma dell'espansione della 'ndrangheta, non solo sul piano del traffico internazionale di stupefacenti ma anche sul piano dell'associazione mafiosa, anche in altre regioni fuori dall'Italia'', afferma il procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone. ''All'estero – spiega Pignatone – c'è una perfetta riproduzione dell'organizzazione calabrese: l'unità di base è sempre quella che viene definita 'locale' e poi da queste 'locali' estere si mantengono sempre i contatti con la casa madre cioè con la provincia di Reggio Calabria, dove periodicamente vengono a prendere ordini, direttive e strategie di lungo periodo e a rendicontare quello che avviene. Questo mi pare il dato fondamentale''. ''Senza alcun dubbio – conclude Pignatone – il fulcro rimane la Calabria e la provincia di Reggio Calabria in modo particolare: questo è ciò che emerge con sicurezza sia dalle indagini culminate a luglio sia da quest'altra''. E' stato "confermato l'assetto unitario della 'ndrangheta e la presenza di vertici nell'organizzazione'', continua Pignatone. E' stato riconosciuto che il ruolo di capo crimine era stato attribuito nel 2009 al vecchio boss Domenico Oppedisano ma, ha specificato il magistrato, non si tratta di una figura di ''capo dei capi''. Oppedisano non poteva prendere decisioni autonome e insindacabili. E' stata anche documentata, ha proseguito il magistrato, l'aspirazione di Giuseppe Pelle al ruolo di capo crimine sostenendo che era appartenuto al padre 'Ntoni Gambazza. ''La scelta però è ricaduta sul vecchio boss ottantenne Mico Oppedisano, che ha avuto un grande carisma'' Come già emerso nella prima tranche dell'operazione 'Crimine 2', nelle indagini sono state preziose le intercettazioni nella lavanderia di Giuseppe Commisso 'u mastru' a Siderno. Gli affiliati parlano delle regole e delle norme di 'ndrangheta in vigore a Reggio Calabria che vanno applicate anche nelle locali all'estero. Uno degli episodi più significativi è quando Vallelonga parla con Commisso. ''Lui si lamenta – ha riportato in conferenza stampa il capo della squadra mobile di Reggio Calabria, Renato Cortese – dicendo che dopo essere stato eletto con l'85% dei voti a Stirling i giornali locali lo associavano alla mafia e dice 'Io non so nemmeno cosa vuol dire la parola mafia'. Proprio dopo aver fatto il discorso sulle regole di 'ndrangheta''. Inoltre ''c'è un momento – spiega ancora Cortese – in cui ci si lamenta delle affiliazioni fatte all'estero con soggetti che non parlano la lingua italiana. Viene fuori uno spaccato della locale di Toronto e la conflittualità tra Tunder Bay in Canada, che tentano di rapportarsi direttamente con gli esponenti di Siderno e Commisso si lamenta del fatto che le regole vanno rispettate'', obbligandoli a sottoporsi alla locale di Toronto. Uno dei soggetti destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare, Giuseppe Bruzzise, è stato arrestato a Siderno nonostante viva stabilmente in Canada. In questo momento si trovava in Calabria e la polizia ha potuto arrestarlo. Per gli altri destinatari del provvedimento residenti all'estero dovranno essere avviate le procedure internazionali. ''Ancora un altro straordinario successo nella lotta a tutte le mafie: i 41 arresti eseguiti questa mattina in Italia e all'estero dalle forze dell'ordine, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, costituiscono un ennesimo micidiale colpo alla 'ndrangheta calabrese e alle sue ramificazioni, dando l'esempio di uno Stato impegnato in prima linea nello smantellamento del crimine organizzato'', afferma in una nota il ministro della Giustizia, Angelino Alfano.
Articlolo scritto da: Adnkronos